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Patacche rosse

21 Luglio 2012

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Patacche rosse

Segue segnalazione di Enrico Tagliaferro, preparatissimo blogger anti-antimafia. In sintesi: a Palermo e su Facebook (condiviso da 10mila pecore) è circolato un poster con una foto di Borsellino e questa frase: «Mi uccideranno ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri». In altre parole, una schifosa manipolazione. Qualcuno ha preso una testimonianza di Agnese Borsellino (18 agosto 2009, Caltanissetta) e prima ha aggiunto una frase ridicola e mai pronunciata («la mafia non si vendica»: figurarsi) e poi ha contraffatto la frase originale del verbale, che era questa: «Paolo mi disse che non sarebbe stata la mafia ad ucciderlo, ma sarebbero stati i suoi colleghi e altri a permettere che ciò potesse accadere». Non solo. La frase manipolata, in fondo al poster, risulta estratta «dall’agenda rossa di Paolo Borsellino». Una cazzata totale, visto che l’agenda non fu mai ritrovata. Ora: chi ha fatto questa porcata? Mistero. Si dirà: un dilettante, un invasato della trattativa. Interessante che la frase manipolata - identica - compare nella prefazione del libro «L’agenda rossa di Paolo Borsellino» scritto dagli spiritati Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza. Chi ha scritto la prefazione? Un presunto collega. Inizia per «Marco» e finisce per «aglio», quello dei vampiri.

di Filippo Facci

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Commenti all'articolo

  • routier

    24 Luglio 2012 - 10:22

    Leggo nei commenti degli articoli ( sempre interessanti ) di Facci alcuni denigratori del giornalista. Suggerisco allo stesso Facci di rispondere con un vecchio adagio sempre valido " RAGLIO D'ASINO NON SALE IN CIELO "

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  • imahfu

    23 Luglio 2012 - 23:48

    Mangano é stato un eroe (Dell'Utri). Infatti non ha parlato. Dell'Utri dovrebbe spiegare l'eroismo di chi non parla alla Giustizia. ''Stalliere'' che credeva che il cavallo avesse 5 zampe; e mangiava a tavola con B.e famiglia. Ebbene, ci si salva dalla mafia. Ma così la si rende piu' potente. Un certo accordo c'é stato, a mio parere e occorre ancora indagare e migliorare lo stato della conoscenza di quei tempi maleodoranti. Poco importano le manipolazioni di Travaglio. Occorre verità e, allora, invece di polemizzare su un collega che é 'qualcuno' potevi, Facci, scrivere qualcosa di meglio facendo un'indagine, senza invidia per il collega dal quale ti divide un oceano.

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  • toroinfuriato

    22 Luglio 2012 - 18:49

    Qui alcuni si vogliono impadronire del diritto di parlare con la loro bocca esprimendo le idee dei martiri della mafia. Una cosa è certa che i mafiosi sanno cosa va fatto e con quale mezzo per i loro sporchi interessi. Poi se una parte dello Stato invece di fare quadrato si spacca e addirittura per codardia scende a patti con la Mafia: allora condanna a morte quelli che non vogliono trattare. La eliminazione del carcere duro per i mafiosi è stata una condanna a morte per tutti coloro che con la mafia non intendono trattare. Lo Stato in quella occasione ha dichiarato che con lo Stato italiano si può trattare. Quando ho visto il film Borsellino mi è venuto da piangere e mi sono vergognato di essere italiano. Si dovrebbero vergognare tutti quelli che non capiscono cosa significhi vivere ostaggio di questi delinquenti. Ma si dovrebbero vergognare anche quelli che hanno trattato, nascosto la trattativa e oggi non vogliono se ne parli. Chi non ha nulla da temere non deve nascondersi: caro G.

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