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Vittorio Feltri, chi risarcirà Tronchetti Provera delle torture subite in tribunale?

di Gino Coala domenica 11 novembre 2018

2' di lettura

Il fatto incontestabile che il sistema giudiziario italiano è farraginoso, lento e inconcludente, è acclarato, ma bisogna stare attenti a criticarlo perché la magistratura è suscettibile e di memoria lunga. Cosicché chi la mette sotto accusa rischia di diventare antipatico alla corporazione togata, la quale non sarà vendicativa, per carità, tuttavia non si sa mai. In questi giorni si discute a livello governativo di abolire la prescrizione dei reati. Ciò, se dovesse diventare realtà, significherebbe prolungare all' infinito i processi tenendo sulla corda gli imputati sfiancandoli moralmente e fisicamente. Non è una opinione bensì una constatazione. Leggi anche: Feltri, case abusive e stragi: come funziona al Sud nel nostro Paese Ne sa qualcosa in merito Marco Tronchetti Provera, ad della Pirelli e all' epoca capintesta di Telecom, al quale vennero attribuite responsabilità pesanti a riguardo di una sorta di rete spionistica rivelatasi, a distanza di 14 anni, una bufala. La faccio breve. Il grande manager è stato massacrato nei tribunali per lustri, suscitando intorno a sé sospetti pesanti a livello di opinione pubblica, per poi risultare, al termine del penoso iter, totalmente innocente. E che tale fosse era già dimostrato dalla circostanza che egli avesse rifiutato la prescrizione di cui peraltro aveva pienamente diritto. Costui era convinto di avere ragione e ora sa ufficialmente che ce l' aveva davvero. Siamo contenti per lui, dato che lo stimiamo, però la questione non si ferma qui. Bisogna sottolineare la macchinosità stritolante di una giustizia che ti sputtana per lungo tempo, rimbalzandoti da una condanna a un' assoluzione e minacciando di sbatterti in galera, salvo accorgersi in extremis che non meritavi simile tortura. Tronchetti è un uomo tosto e ha sopportato ogni maltrattamento con enorme dignità, ciononostante serve domandarsi se una giustizia simile non vada riformata onde evitare che casi del genere si ripetano. Un Paese incapace di giudicare rapidamente, seriamente e coerentemente un cittadino preoccupa e genera sfiducia totale. Marco è anche spiritoso. Ha detto che grazie alla terza e definitiva assoluzione ha fatto Triplete, come la sua Inter. Ci complimentiamo con lui, mentre deploriamo coloro che l' hanno tenuto a bagnomaria per quasi un ventennio non capendo nulla di quanto era successo. Nessuno chiederà scusa al leader della Pirelli, un' azienda che funziona a meraviglia. Lo facciamo noi a nome della comunità nazionale. di Vittorio Feltri

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