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Dal referendum al partito "Veneto sì" va alle Europee

di Ignazio Stagno domenica 30 marzo 2014

2' di lettura

Dopo la dichiarazione d’indipendenza della Repubblica Veneta - venerdì scorso a Treviso in piazza dei Signori - ora i nuovi “serenissimi” stanno pensando alla creazione di un partito. Di ufficiale ancora non c’è nulla. Ma la volontà di incanalare in un soggetto politico ben preciso l’esito del referendum indipendentista è concreta. Lo fa capire Gianluca Busato - motore della consultazione organizzata dal comitato plebiscito.eu - che a Libero dice di «voler finire il mostro». «Oggi è rantolante», aggiunge, parlando ovviamente dello Stato italiano. «Dobbiamo liberarcene in modo definitivo, evitare che faccia ulteriori danni». La nuova formazione politica potrebbe chiamarsi “Veneto sì”. Domenica prossima gli indipendentisti si riuniranno a Padova in un congresso. A quel punto sarà presa la decisione ufficiale ed eventualmente verrà messa in moto la macchina organizzativa in vista delle elezioni europee. «Prima di rendere pubblico questo passaggio però» precisa Busato «è giusto parlarne assieme. Certo, avere una nostra voce a Bruxelles sarebbe importante». Sul fronte regionali invece (in Veneto si voterà il prossimo anno), il leader di plebiscito.eu non ha dubbi: «Non ci saranno più. Nel 2015 si terranno le elezioni politiche della Repubblica Veneta, ma le regionali ormai appartengono al passato». Ieri sera, sempre a Treviso, si è svolta la prima riunione di insediamento della magistratura politica della rinata Serenissima. Ne hanno preso parte i dieci delegati per l’indipendenza eletti nell’ambito del referendum digitale. Tra i principali punti all’ordine del giorno, la definizione di un piano d’azione per arrivare al decreto di esenzione fiscale fino alla creazione delle istituzioni venete preposte, e l’organizzazione delle comunità e delle autonomie locali. I delegati hanno parlato anche della possibilità di aiutare altre regioni, tra cui Lombardia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Sicilia, a perseguire la strada del referendum per manifestare il proprio diritto all’indipendenza. Attorno all’attendibilità della consultazione on line si continua a discutere. Chi ha votato “sì” chiede che i dati vengano messi a disposizione. Perché non si parli più di un «referendum pagliacciata» così com’è stato bollato da diversi commentatori, vogliono che il proprio voto - con generalità e numero di carta d’identità inseriti su internet - possa diventare pubblico. «In realtà» sottolinea Busato «noi abbiamo già contattato l’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, ndr) per chiedere un ulteriore controllo. Ci hanno risposto che hanno bisogno dell’autorizzazione dello Stato italiano. Quindi non dipende da noi». Intanto, alla luce della grande partecipazione al referendum (al di là degli oltre 2 milioni di “sì” dichiarati dagli organizzatori) e dei gazebo organizzati dalla Lega nelle ultime settimane, l’eurodeputato del Carroccio, Lorenzo Fontana, ha annunciato la nascita ufficiale del comitato “Veneto Indipendente”. Domani, nella sede del Consiglio regionale, saranno spiegate le caratteristiche e le prime iniziative. Anche in questo caso, si capisce, sullo sfondo ci sono le europee di maggio.. di Alessandro Gonzato

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