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Cena da 700 euro al ristorante

Il titolare: hanno chiesto di tutto
di Silvia Tironi sabato 4 luglio 2009

3' di lettura

Come reciterebbe la reclame di una nota carta di credito, una cenettanella Capitale in compagnia della persona che ami non ha prezzo. Larealtà è ben diversa e molto più che salata: 579,50 euro più i 115,50di mancia. Totale: 695 euro. Lo sanno bene due fidanzati giapponesi invacanza a Roma che si sono visti sventolare la cifra al tavolo delristorante “Passetto”, a pochi passi da piazza Navona, lo scorsovenerdì 19 giugno. Per Franco Fioravanti, il titolare del ristorante, i conti però quadrano. Perché, come racconta a Libero-News.it,“non si sono trattenuti”. Per il solo bere, “hanno speso 108 euro: unabottiglia di vino, ma anche due birre e poi altre bibite”. E cosa hannomangiato di così particolare per arrivare a spendere 700 euro, manciainclusa? “Hanno mangiato tutto di particolare”, risponde. Un menu particolare - Ecco allora il menu che avrebbero ordinatoi due fidanzati: 12 ostriche, una gratinata, diversi scampi, “di quelligrossi che ovviamente costano di più di quelli normali”, 2 funghiporcini arrosto. E non finisce qui perché “hanno chiesto anche 2aragoste da 2 chili ciascuna, che vengono 104 euro a testa”. Poi ancorapesce: una spigola di mare da un chilo e mezzo. Per concludere “frutta,tanta frutta, e un gelato”. Il programma dei due turisti, stando alla loro testimonianza,era già tutto bello che scritto: visita ai luoghi più affascinantidella città eterna e poi una nella splendida cornice del centrostorico, prima di rimettersi in marcia per rimanere a bocca aperta difronte al Colosseo. A bocca aperta ci sono rimasti non appena hannovisto il conto. Invece che all’arena, hanno fatto una capatina al commissariato TreviCampo Marzio, dove i due giovani hanno denunciato per truffa ilristorante di via Zanardelli. Inizialmente la coppia giapponese aveva pensato ad un errore, ma idubbi sono venuti meno quando sono tornati in possesso della carta dicredito: sulle ricevuta risultava che al totale era stata addiritturaaggiunta una mancia di 115,50 euro. Giusto per non farsi mancare niente. “D’altra parte se non volevano pagare la mancia”, incalza Fioravanti,“bastava che me lo dicessero prima che io passassi la carta di credito.La mancia è facoltativa, possono darla o meno. Loro non hanno dettoniente e così nel conto c’è anche quella”. A quel punto è scattata la protesta dei clienti che si sono rivolti alla polizia. L'intervento della polizia - Gli agenti hanno effettuato icontrolli, dai quali è emerso che i prezzi praticati ai due giapponesinon corrispondevano a quelli indicati nel menù. Indicativamente, vannodai 45 ai 65 euro, bevande escluse. Già che c'erano, i poliziotti delcommissariato Trevi hanno richiesto i controlli sanitari da parte delServizio igiene alimenti e nutrizione della Asl RmA, che ne ha dispostola chiusura per gravi carenze igienico sanitarie, dopo aver riscontratoproblemi strutturali, ambienti sudici e frigoriferi non funzionanti. "Un dramma per l'immagine della città" - "Quello che è capitato ai due giovani turisti giapponesi è purtroppodiventata consuetudine in alcuni esercizi pubblici della città", afferma in una nota Alessandro Tannini, presidente dellacommissione Turismo e moda del Comune di Roma. "Ci sono dei ristoratoriche con il loro comportamento scorretto rovinano l'immagine di Romaall'estero, molti commercianti sono onesti e ospitali nel confronti delturista straniero, ma per pochi disonesti a rimetterci è tutta lacategoria". La retata della polizia non si è limitata al “Passetto”: iprovvedimenti di chiusura sono scattati per altri due locali inseguito, anche in questo caso, al riscontro di gravi carenze igienico –sanitarie, mentre altri tre sono stati sanzionati per violazionisanitarie meno gravi.

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