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Mafia, affari con il controllo

di agricoltura e allevamenti
di emanuele satolli sabato 24 ottobre 2009

2' di lettura

Tra i beni confiscati dalla Dia di Messina a MarioGiuseppe Scinardo, ritenuto uomo di fiducia del capo di cosa nostra dellaprovincia di Messina, Sebastiano Rampulla, risultano anche 500 animali (bovini,ovi-caprini). Il responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, CiroTroiano, ha commentato la notizia affermando che “il crescente interesse delleorganizzazioni criminali di stampo mafioso nei confronti dell’imprenditoriaagricola e zootecnica, attraverso il controllo mafioso di imprese chegestiscono attività economiche in apparenza lecite, è stato documentato danumerose inchieste svoltesi negli ultimi anni, che hanno contribuito a portarealla luce un fenomeno preoccupante che richiede massima attenzioneinvestigativa”. Secondo i dati del Rapporto Zoomafia 2009, difatti,il fenomeno è estremamente complesso. Coinvolgevarie tipologie di organizzazioni criminali, tra le quali la n’drangheta, cosanostra e la camorra, e interessa vari settori e filiere. Nelle regioni del SudItalia si registrano furti di attrezzature e mezzi agricoli, racket, abigeato,estorsioni, l’imposizione del “pizzo” sotto forma di “cavalli di ritorno”, cioèfurti finalizzati all’acquisizione di somme di denaro di natura estorsiva, danneggiamentoalle colture, aggressioni, usura, macellazioni clandestine, truffe neiconfronti dell’Unione Europea, commercio di carne e prodotti caseariadulterati. Il furto degli animali negli allevamenti, in particolare, è unfenomeno in crescita, tanto che si stima che in due anni circa 200mila animalisiano stati fatti “sparire” dalle campagne per essere destinati a riciclaggivari e alla macellazione clandestina. Ad essere colpiti sono mucche, cavalli,maiali, ma anche pecore e agnelli, sopratutto in vicinanza delle festivitàpasquali. Nel 2008 sono stati sequestrati al clan Schiavone due attivitàcommerciali e un’azienda agricola, un’azienda per l’allevamento di cavalli,altre per allevamento di bovini e vari caseifici, nonché società per lacommercializzazione di prodotti agroalimentari. “E’ da rilevare che l’ingerenzadel sodalizio nella realtà economica dell’area compresa tra Casal di Principe eVilla Literno (Caserta) si era concretizzata anche attraverso l’imposizione dicarne suina, bovina e avicola ai macellai della zona, turbando la liberaconcorrenza dello specifico mercato”, conclude Ciro Troiano. Significativaanche l’operazione “Limousine”, eseguita a San Severo (Foggia), nei confrontidi 42 personaggi ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione perdelinquere finalizzata alla commissione di furti di bestiame.

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