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"Sicilia culla della mafia"

L'isola in guerra con la Spagna
di Dario Mazzocchi domenica 16 agosto 2009

2' di lettura

Tra Spagna e Sicilia è scoppiata la guerra. Turistica, si capisce, ma dai toni particolarmente agguerriti. Colpa di un depliant che circola a Madrid e prodotto dalla catena alberghiera NH Hotels, decisa ad investire sull’isola italiana. Per farlo, ha giocato sporco, ricordando ai turisti che la Sicilia è la patria della mafia. Una strategia di marketing che non è affatto piaciuta alla giunta regionale guidata da Raffaele Lombardo che non ha esitato a rispondere alla prima cannonata: se noi siamo la terra della mafia, voi siete quella dell’Eta e delle bombe sui turisti. Non solo Taormina - La polemica è cominciata dopo che è stata posta l’attenzione su un depliant che, per l’appunto, parla di “Sicilia. Il triangolo del Mediterraneo, culla di Cosa nostra”. La NH Hotels ha infatti messo in programma di sbarcare sulle nostre coste e per attirare i turisti inglesi, tedeschi (e spagnoli, ovviamente) ha deciso di puntare in modo più che strano sul fascino della Sicilia: non solo Taormina, non solo la Valle dei Templi, non sono le Eolie o l’Etna, ma anche la mafia, protagonista di romanzi e pellicole che hanno lasciato il segno come nel caso della trilogia del “Padrino”. Cattivo gusto - “Non facciamone un dramma, si tratta solo di retorica bolsa e di cattivo gusto”, ha risposto Nino Strano, assessore al Turismo della Sicilia. “È ovvio che condanniamo la mafia e non possiamo quindi che esprimere disprezzo per questo tipo di messaggio”, ha aggiunto. Anche perché in Spagna esiste l’Eta dei ribelli baschi che nelle scorse settimane hanno colpito un paradiso vacanziero come l’isola di Maiorca. Lombardo: un'offesa - Sul campo di battaglia è sceso anche il governatore Raffaele Lombardo: “ Chiederò subito a questi signori di ritirare le brochure. Verificheremo dove sono state distribuite. In ogni caso, anche se fossero in circolazione poche copie e solo in qualche città estera la circostanza non sminuirebbe la gravita del fatto in sé che offende una popolazione intera”. "Mancato controllo" - A dargli una mano c’è lo scrittore Vincenzo Consolo: “Attrarre turisti puntando sul fatto che in Sicilia è presente Cosa Nostra è un'indecenza - afferma -. Con questo non dico che bisogna negare l'esistenza della mafia: ormai purtroppo tutto il nostro Paese è invaso dalle mafie”. Ivan Lo Bello, presidente della Confindustria regionale, è più diplomatico e attendista: “Fatico a credere che sia stata stampata una brochure del genere. Lo dico perché conosco il management di questa società: ha sempre dato prova di grande serietà e correttezza. Immagino ci sia stato un problema di mancato controllo”. E a confermare le parole di Lo Bello sono arrivate nel pomeriggio anche le spiegazioni della NH Hotels che, attraverso il suo responsabile Comunicazione, Guido Bernardi, spiega che “si tratta di una cosa probabilmente sfuggita al controllo della direzione”. E aggiunge che stanno già provvedendo affinché i depliant “vengano ritirati immediatamente dalla circolazione”. Ma le cannonate, intanto, sono state sparate.

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