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La Cassazione sugli spinelli

I rasta possono fumarne di più
di Eloisa Palomba sabato 12 luglio 2008

2' di lettura

Roma - Sei un rasta e ti beccano in giro con una gran quantità d’ erba? Non ti preoccupare: con te i giudici saranno comprensivi. Susciterà qualche clamore la sentenza 28270 emessa dalla Sesta sezione penale della Cassazione. Secondo gli Ermellini, nei confronti dei seguaci della religione rasta trovati in possesso di “erba” in abbondanza i giudici devono essere tolleranti e considerare che, per gli adepti di tale religione, fumare marijuana favorisce la contemplazione e la preghiera “nella credenza che l'erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone”. Lo sottolinea la Cassazione che ha accolto il ricorso di un tale Giuseppe G. condannato nel 2004 dalla Corte di appello di Perugia a 1 anno e 4 mesi di reclusione più  4 mila euro di multa, per illecita detenzione di marijuana a fine di spaccio. I carabinieri, infatti, lo avevano trovato con circa un etto di erba in tasca. In Cassazione, però,  l'uomo ha sostenuto di essere un rasta fariano e di fumare l'erba in base ai precetti della sua religione che ne consentono l'uso quotidiano anche di 10 grammi al giorno. Così è stato assolto. La Corte suprema gli ha dato ragione sostenendo che i giudici di merito, quelli che lo avevano condannato nel 2004,  non avevano considerato “la religione di cui l'imputato si è dichiarato praticante” escludendo, pertanto, che potesse detenere un simile quantitativo di marijuana per esclusivo uso personale. In tal proposito gli Ermellini spiegano che “secondo le notizie relative alla caratteristiche comportamentali degli adepti di tale religione di origine ebraica, la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale, ma anche come 'erba medicativa”. Adesso toccherà alla corte d'appello di Firenze riesaminare la vicenda perchè gli Ermellini hanno annullato, con rinvio, la condanna di Giuseppe. Non tardano ad arrivare le prime reazioni negative del mondo politico sulla decisone presa oggi dalla Corte. “La Cassazione continua a stupire con sentenze sconcertanti a tal punto da diventare drammatiche: permettere ai rasta di portare con sé hashish in quanto considerata dalla loro presunta religione come 'erba meditativa avrà un duplice gravissimo effetto sulla nostra società. In primis, indurrà gli spacciatori e i commercianti di stupefacenti a utilizzare i rasta per i loro loschi giri, e, ancor più disarmante, gli abituali consumatori potranno farsi crescere i capelli e millantare di essere adepti rasta per evitare fermi di polizia”. È quanto afferma, in una nota, il deputato dell'Udc Luca Volontè.

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