Jessica Moretti, proprietaria insieme al marito Jacques del locale Le Constellation a Crans-Montana (Svizzera), rischia ora il carcere per il rogo della notte di Capodanno 2026, che ha causato 40 morti (tra cui 6 italiani) e 116 feriti.Fino al 13 gennaio 2026, Jessica era ai domiciliari nello chalet familiare a Lens con braccialetto elettronico, misura concessa dalla Procura di Sion per permetterle di accudire i figli piccoli (un bimbo di 8 mesi e un altro di 4 anni).
Le indagini adesso però aggravano pesantemente la sua posizione: emerge che non era solo la moglie del proprietario, ma la vera direttrice generale del locale. Jacques, con precedenti in Francia per truffa e sfruttamento della prostituzione, non poteva ottenere il certificato di buona moralità in Svizzera; per questo la gestione era passata interamente a lei, descritta da conoscenti come "l’anima" del club. In soli 100 giorni, sotto la sua guida, il locale è stato trasformato in una "trappola": scala ristretta per motivi estetici, uscita di sicurezza del seminterrato chiusa a chiave e nascosta dietro un paravento, estintori chiusi nell’ufficio privato.Testimonianze di ex dipendenti rivelano un approccio cinico: Jessica ordinava di usare bengala e fuochi pirotecnici nonostante soffitti infiammabili, spingendo a servire bottiglie con candele nonostante i rischi. Questo quadro potrebbe portare a una revoca dei domiciliari e portare a misure cautelari in carcere per la stessa Jessica.
Una cameriera si dimise per paura dopo un rifiuto. La notte della tragedia, a mezzanotte, con già 100 ragazzi dentro, impose alla dipendente Cyane Panine (morta nel rogo): "Dobbiamo farne entrare di più per creare l’atmosfera giusta". Durante l’incendio, video di telecamere e social la mostrano fuggire rapidamente con una borsa scura (l’incasso), senza gridare allarmi o chiamare soccorsi. Testimoni confermano: "È scappata subito con i soldi". Mentre Jacques resta in carcere, per Jessica – che ha chiesto scusa in lacrime – il comportamento (priorità al denaro invece di aiutare le persone intrappolate, sapendo della vulnerabilità del locale) potrebbe portare alla revoca dei domiciliari e all’ingresso in prigione, aggravando le accuse di omicidio colposo plurimo, lesioni e incendio colposo.