Il mondo della notte è variopinto, intrigante e un po’ “mascalzone” perché non sempre rispetta le regole. Andrebbe seguito e controllato meglio, per il bene (e la salute) soprattutto di chi ama uscire, frequentando i locali. L’enorme disgrazia di Crans Montana ha evidenziato e messo in luce i limiti nella gestione di una discoteca, dalla capienza massima non rispettata alle uscite di sicurezza insufficienti (o addirittura sbarrate) fino al tripudio assurdo di fuochi d'artificio al chiuso.
Ebbene sui primi due temi devono intervenire i controlli delle autorità preposte, che sarebbe utile fossero a 360 gradi senza tralasciare i titolari “amici degli amici”. Per quanto riguarda, invece, le luminarie e i giochi pirotecnici, deve essere il primo cittadino a emanare un’ordinanza di divieto. Come è successo qualche giorno fa a Livigno e ieri nel comune di Assago, dove il sindaco Graziano Musella ha firmato un provvedimento pronto a mettere al bando l’utilizzo di fiamme libere che in modo accidentale o involontario possano trasformarsi in una minaccia di incolumità per le persone.
La misura punta a prevenire situazioni di rischio prima che possano degenerare. La proibizione riguarda non solo spettacoli di fuochi improvvisati, ma pure l’uso di candeline scenografiche per compleanni, feste private e celebrazioni, pratiche ormai super diffuse e potenzialmente pericolose, soprattutto in ambienti chiusi, affollati. Nei giorni scorsi il sindaco di Milano si era espresso a favore di maggiori controlli, dichiarando che numerosi club notturni meneghini sono in realtà dei semi interrati e chiedendo alla Prefettura, nonché alla Polizia locale, più sorveglianza nei luoghi di divertimento.
Assolutamente condivisibile, come pure la richiesta circa il rispetto delle regole sulla formazione del personale addetto alla sicurezza nei club. A questo punto, però, una domanda viene spontanea: per quale motivo Palazzo Marino non ha ancora emesso un’ordinanza che vieta i giochi pirotecnici? Tra pochi giorni iniziano le Olimpiadi invernali nel capoluogo lombardo che per l’occasione si riempirà di turisti stranieri e sarà nell’occhio mediatico dell’intero pianeta. Non sarebbe il caso di agire prima dell’inaugurazione come ha fatto il primo cittadino di Livigno? Cosa si aspetta?