Ennesimo colpo di scena nel caso irrisolto di Liliana Resinovich, la donna scomparsa a Trieste il 14 dicembre 2021 e ritrovata senza vita il 5 gennaio 2022 in un boschetto dell’ex ospedale psichiatrico. Il corpo era avvolto in sacchetti per alimenti chiusi al collo con un laccetto e infilato in due grandi sacchi neri dei rifiuti, uno dall’alto e uno dal basso. Inizialmente la Procura ipotizzò il suicidio, ma la ricostruzione apparve lacunosa, così sotto indagine c'è finito il marito Sebastiano Visintin.
E in questa storia una figura chiave del mistero era proprio Claudio Sterpin, ex maratoneta di 86 anni, considerato l’“amico speciale” e grande amore segreto di Liliana, ultimo a sentirla al telefono il giorno della scomparsa. Sterpin ha sempre respinto l’ipotesi del suicidio, definendola una “bufala”, e ha sostenuto di avere sospetti precisi su chi potesse averle fatto del male.
Pochi mesi fa, l’11 dicembre 2025, aveva testimoniato al Tribunale di Trieste: “Posso dire che sono morto anch’io 4 anni fa”, esprimendo un dolore profondo e reiterando accuse contro Visintin, che nel giugno 2025 aveva definito sapere “tutto da tempo” .Sterpin è morto il 13 febbraio. La notizia, anticipata da Quarto Grado, ha scatenato reazioni contrastanti sui social: chi lo ricorda come “bella persona” e chi critica la sua versione. Con la sua scomparsa, l’inchiesta perde il principale accusatore contro Visintin, rendendo il giallo di Liliana ancora più complesso.