Il governo Meloni starebbe iniziando a lavorare per prepararsi a una possibile "crisi" sistemica per la sicurezza nazionale. Una crisi che potrebbe nascere da attacchi ibridi, sabotaggi alle infrastrutture strategiche, oppure da una nuova pandemia. Di qui la decisione dell'esecutivo, stando a un retroscena del Messaggero, di riorganizzare le strutture che devono coordinare la risposta delle istituzioni di fronte a una minaccia. Sia nel governo che nei Servizi segreti italiani. Starebbe per nascere una cabina di regia unica che fa capo al Cisr, il comitato interministeriale per la sicurezza, e al Dis, il dipartimento che coordina le agenzie degli 007.
La decisione sarebbe stata presa lo scorso autunno durante una riunione riservata presieduta dalla presidente del Consiglio, dal sottosegretario Alfredo Mantovano e dai ministri che si occupano di sicurezza. Così al Dis sarebbe stato affidato il compito di organizzare questa nuova "task force", mentre al Cisr sarebbe stato chiesto di mettere a punto una strategia per la sicurezza nazionale da aggiornare su base annuale.
Dietro la scelta del governo ci sarebbe quanto sta succedendo oggi a livello internazionale, dalle tensioni in Medio Oriente alla tensione tra Stati Uniti e Iran, senza dimenticare la guerra tra Russia e Ucraina. "Stiamo studiando delle misure per mettere in sicurezza non solo gli aeroporti ma tutta l'Italia - aveva rivelato lo scorso settembre il ministro della Difesa Guido Crosetto dalla base militare Amari in Estonia - il piano esiste, ogni giorno c'è un passo avanti per poi renderlo effettivo".