Ora anche i Trevallion traballano come coppia di genitori. Nel silenzio dei boschi di Palmoli, mentre la nebbia sale lenta e la stufa a legna scalda la casa isolata in contrada Mondola, la storia della famiglia più chiacchierata d’Italia continua a trasformarsi in un caso.
Repubblica ricostruisce le ultime ore di tensione tra Catherine Birmingham e il marito Nathan Trevallion, ormai su due strade diverse. Lei resta nella casa nel bosco, sola. Accende la stufa, cerca il cavallo Lee che vaga nei dintorni e si prepara a passare la notte nello stanzone della vecchia abitazione. Nathan invece ha fatto un passo che fino a poco tempo fa sembrava impensabile: è andato dagli avvocati.
Non dorme più con Catherine, anche se continua a dire a un amico che “l'amore tra noi due non può essere toccato da nessuno”. Ma qualcosa si è rotto. E il punto di rottura sono i tre figli. Quel venerdì, mentre arrivava la notizia della separazione dai bambini e Catherine affrontava l’ultimo test psicologico, Nathan ha deciso di cambiare linea. “Perché tutti ce l'hanno con te e con me no?”, ha detto alla moglie. E ancora, con un ultimatum che segna un prima e un dopo: “Basta, adesso o fai come dico io o mi riprendo da solo i nostri figli”.
Sempre secondo la ricostruzione della testata di Via Cristoforo Colombo, l’ultima discussione è avvenuta domenica pomeriggio nel giardino della casa. Nathan ha letto alla moglie i passaggi dell’ordinanza dei giudici: lui è stato giudicato “adeguato”, lei invece “pericolosa”. Poi la domanda rimasta sospesa: “Perché ce l'hanno con te e non con me, eppure facciamo la stessa vita, crediamo nelle stesse cose”.
Ai giornalisti lo aveva già spiegato giorni fa: “Sono disposto a seguire gli standard italiani, lo faccio con la testa, non con il cuore, ma lo faccio”. Nel frattempo il Tribunale per i minorenni dell’Aquila apre uno spiraglio: Nathan potrà vedere i figli ogni giorno nella struttura protetta di Vasto. Ma il messaggio alla moglie è netto. “Io li ho sempre messi davanti a tutto, tu invece no”.