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Marines, la vera storia: ecco perché furono inventati a Roma e Venezia

di Marco Patricelli domenica 15 marzo 2026

4' di lettura

Motto latino per vezzo e per nobile richiamo alle origini di una storia americana che galleggia sulle leggende hollywoodiane e sui luoghi comuni. Dove c’è da risolvere una situazione speciale e intricata Washington non può fare a meno di quel Corpo che si fregia della scritta “Semper fidelis”: dalle spiagge della Normandia a quelle di Iwo Jima fino adesso a quelle del Golfo persico. Per i Marines è sempre D-Day.

Eppure quando nacquero loro, due secoli e mezzo fa (correva il 1775) nel Nuovo Mondo in cerca di indipendenza, la fanteria di marina esisteva da almeno duemila anni. È infatti un’invenzione romana, della repubblica che già si sentiva impero. Pur avendo creato un esercito straordinario nella struttura, nell’addestramento e nell’efficacia in battaglia, appena Roma si era scontrata con la potenza marinara di Cartagine si era accorta che sulle acque era un’altra storia.

In attesa di formare esperti marinai militari e in proiezione di generare in un futuro remoto il “popolo di navigatori” partorì i fanti che operavano sul mare, i classiarii, imbarcati dopo l’addestramento nell’esercito (che non era ancora la legione istituita da Mario) per governare le navi, e dopo l’invenzione dei corvi che agganciavano le temibili imbarcazioni puniche, pure per combattere come sulla terraferma dove erano perfettamente a loro agio e micidiali con l’uso del corto gladio negli scontri ravvicinati.

REPUBBLICHE
Una tradizione che si rafforzò e fece scuola e non si perse affatto dopo la caduta dell’impero d’occidente: nel Mediterraneo, il Mare Nostrum romano in cui si protende la Penisola, si affermarono le quattro repubbliche marinare che sull’acqua salata facevano il bello e il cattivo tempo, nei commerci e nella guerra. Di queste Venezia fu la più splendida, la più conosciuta nel mondo e pure la più longeva, considerato che la bandiera con il leone alato di San Marco sarà ammainata solo nel 1797 col trattato di Campoformio per decisione di Napoleone che regalò così flotta e marinai all’Impero austro-ungarico. Dopo alcune esperienze positive già nel XIII secolo all’epoca della Quarta crociata, nel 1550 la Serenissima costituiva il corpo dei Fanti da mar, con soldati specializzati e ben addestrati che contrariamente alle potenze dell’epoca non venivano imbarcati come forza d’urto ma in poche decine di unità, molto efficaci sia negli arrembaggi sia soprattutto negli sbarchi, tutt’altro che infrequenti sulla sponda orientale del Mediterraneo e sulle isole minacciate non di rado dall’Impero ottomano e dai rovesciamenti di alleanze. La fanteria di marina veneziana era micidiale nel combattimento ravvicinato e rappresentava un valore aggiunto agli equipaggi di alto livello e alle evolute tecniche ingegneristiche dei velieri e delle galee. Erano altresì truppe anfibie di pronto intervento, e in caso di necessità una nave da guerra veniva allestita in pochissimo tempo all’Arsenale, grazie alla snellezza della logistica e alla raffinata organizzazione. 

Erano coraggiosissimi ed era divenuta proverbiale la loro fedeltà a Venezia, concetto che è stato ripreso per il motto dei Marines adottato nel 1883. Pur numericamente tra i più piccoli corpi dell’esercito statunitense, è sicuramente il più popolare e conosciuto nel mondo, e la fama non è certamente usurpata, anche se non sempre è stato così nonostante al battesimo del fuoco il 3 marzo 1776 avessero occupato Nassau nelle Bahamas. La fanteria di marina era stata adottata da tutte le nazioni con flotta da guerra, ma il percorso dei Continental Marines, che già nel nome si distinguevano da quelli delle altre marine, è stato diverso. Duplice il loro scopo: difendere le navi su cui erano imbarcati e combattere i pirati, ma sempre con piccoli numeri che sommati non superarono mai le quattromila unità.

COLLETTI DI CUOIO
Ancora nell’Ottocento non godevano affatto della reputazione che si sarebbero creati nel XX secolo: i “colletti di cuoio”, come venivano chiamati per quell’accessorio, erano poco considerati dalle altre armi dell’esercito di più antica tradizione e storia. Nonostante il valore sui campi di battaglia del primo conflitto mondiale, sarà la guerra del 1941-1945 a consacrare il mito dei marines, sottraendoli anche ai tentativi di incorporarli nell’esercito o nella marina. Non c’è stato conflitto aperto (Corea, Vietnam) o area di crisi (Grenada, Guerra del Golfo, Afghanistan) senza la presenza di questo corpo scelto con una selezione spietata che inorgoglisce chi riesce a indossarne l’uniforme.

Ma questa storia iniziata in Italia, ha ancora qui un’eccellenza dell’arte militare, erede di una tradizione antica. Dopo l’unità la Regia Marina istituì il corpo dei Fucilieri di Marina durante la prima guerra mondiale, che in seguito sarebbe diventato Brigata San Marco, ricostituita dopo la seconda guerra mondiale come corpo della Marina militare di cui è la principale componente anfibia. Il reggimento Lagunari Serenissima è invece dal 1951 l’unico reparto di fanteria d’assalto anfibia dell’Esercito. Ambedue formano la Forza di proiezione dal mare, e condividono l’espresso richiamo ai Fanti del mar di Venezia, ai colori, ai simboli araldici, al grido di battaglia.
 

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