Decine di migliaia di euro in cambio di assunzioni, finte, nei servizi segreti o a Palazzo Chigi. Così il falso 007 ha ingannato diverse persone. Tra queste una donna che ha pagato 50mila euro per fare ottenere al figlio un posto, e ne ha corrisposti altri 18mila con la promessa di venire ingaggiata come portinaia. L'impostore, Andrea Visentin, diceva di avere un ufficio all'interno della sede distaccata della Presidenza del Consiglio, a Largo Chigi, dove si trovano gli uffici dei ministri senza portafoglio. Ma, addirittura - riporta Il Messaggero -, all'interno del palazzo avrebbe svolto anche i colloqui di lavoro con le persone che sistematicamente avrebbe raggirato.
L'uomo si presentava come viceprefetto e affermava di essere stato assunto al Dis. Visentin ha attirato l'attenzione degli agenti dell'Ispettorato di Polizia "Palazzo Chigi", che svolgono il servizio di vigilanza presso la sede di "Galleria Colonna", a Largo Chigi. Gli agenti lo hanno visto accedere all'interno della struttura accompagnato dal personale di un turno specifico dell'Ufficio Passi, superando senza problemi i controlli.
Non solo, perché arrivava a bordo di un'auto munita di lampeggiante in funzione. Il tutto accompagnato da una scorta che parcheggiava nell'area riservata ai mezzi della Polizia. I componenti della scorta, perquisiti martedì dalla Digos, avevano badge falsi e un distintivo della Polizia risultato rubato nel 2015. Sono stati loro a raccontare di avere pagato Visentin - per un totale di 158mila euro - in cambio di un posto di lavoro alla Presidenza del Consiglio, o nei servizi segreti. Erano poi stati assunti dal finto 007 come suoi collaboratori. Gli addetti all'Ufficio Passi hanno raccontato che il finto 007 frequentava il palazzo da anni, che diceva di lavorare con un importante ministro e che all'inizio avrebbe utilizzato un badge funzionante.
Perquisendo casa dell'indagato - assistito dagli avvocati Luca Guerra e Remo Pannain - gli agenti hanno trovato diversi Crest riconducibili a uffici della Polizia di Stato, ma anche ai vecchi servizi segreti, Sismi, Sisde, e all'attuale Aisi. C'erano pure una stampante per realizzare badge, un lampeggiante blu in uso alle forze dell'ordine, uno sfollagente telescopico e molto materiale cartaceo con riferimenti alla Presidenza del Consiglio dei ministri, tra i quali bozze di contratti di assunzione e alcuni curricula.