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Le foto della casa offerta alla Famiglia nel Bosco: un cambio radicale

di Claudia Osmetti martedì 17 marzo 2026

3' di lettura

È vicina al campo sportivo, ma (soprattutto) è vicina a quel bosco che loro han scelto come nido da diversi anni. A dieci minuti a piedi da lì c’è il casolare con l’asino Gallipoli e il cavallo Lee. Palmoli. È pronta la casa che il Comune ha messo a disposizione per i Birmingham - Trevallion, con lo scopo di farli uscire dall’impasse degli ultimi quattro mesi: loro, divisi, coi bimbi in comunità e i genitori fuori, uno (il padre) ospite nella “casetta di nonna Gemma” fino al 31 marzo, l’altra (la madre) ancora ferma nel suo capanno, però con questa nuova prospettiva davanti che può cambiare ogni cosa. Non dice niente, Catherine Birmingham, uscendo dallo studio dei suoi avvocati Marco Femminella e Danila Solinas.

Si limita a un «grazie a tutti», ha le lacrime agli occhi, è visibilmente commossa e diversa dalla donna risoluta e poco incline al dialogo che è stata raccontata fino a questo punto. D’altronde i prossimi, più di tutti gli altri, forse pure oltre quelli legati alle perizie che rimangono in corso, sono momenti decisivi. È l’ultimo giorno utile per depositare il ricorso contro l’ordinanza che, una decina di giorni fa, l’ha allontanata temporaneamente dai suoi due gemellini di sette anni e dalla loro sorellina di otto. Ma è anche il dì in cui la soluzione diventa, per certi versi, più concreta e reale. E infatti basta vedere quella casetta in mattoni col cancello verde, ordinata, semi-arredata, con l’intonaco e le piastrelle e tanta luce, settanta metri quadrati con tutto lo spazio all’aria aperta che si vuole, due camere da letto, una con un lettino a castello rosso smaltato, un bagno con la doccia e il wc, la cucina col frigo (sopra ci sono addirittura anche già gli adesivi) e un tavolo enorme, ovale, di legno, capace di ospitare i pasti dell’intera famiglia riunita, un luogo dove poter accatastare i giochi dei più piccoli.

La casa che il municipio di Palmoli è deciso a concedere gratis alla “famiglia del bosco” (a costo zero, sì, d’accordo, ma con un risparmio mica da poco: finora le casse comunali del paesino abruzzese han sborsato almeno 24mila euro per coprire i costi della permanenza dei tre bambini e di Catherine nella struttura protetta di Vasto, una cifra che sul bilancio di un ente con circa 800 abitanti ha un peso enorme) è isolata termicamente, ha l’impianto fotovoltaico, era già entrata in questa storia infinita (ed era stata rifiutata da Nathan, all’inizio), ma adesso è cambiato tutto, adesso (dita incrociate) ci siamo. C’è il lettone a due piazze col materasso, nuovo, c’è il lavandino con l’acqua calda, ci sono la corrente elettrica e il riscaldamento.

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Ha detto sì, dad Nat, nei giorni scorsi. Ha accettato, ha accontentato a trasferirsi in questa casa assieme a sua moglie e ai bambini. È vero, le polemiche attorno alla vicenda non accennano a scemare (quando sembrava fatta, quando proprio Nathan stava ricucendo i rapporti con gli assistenti sociali, ecco che Veruska D’Angelo, la professionista che segue questo caso al tribunale per i minorenni, avanza una segnalazione per violenza privata verso Femminella e Solinas, dice che i due legali avrebbero impedito di proseguire con l’analisi personologica della coppia anglo-australiana che è, a tutti gli effetti, l’altro scoglio da superare): però qualcosa deve muoversi, la situazione deve sbloccarsi. Oggi all’Aquila arriveranno gli ispettori del ministero della Giustizia annunciati dal guardasigilli Carlo.

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