A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, nuove indiscrezioni emergono dalle analisi affidate dalla Procura di Pavia ai Ris di Cagliari. Gli specialisti hanno effettuato un sopralluogo approfondito nella villetta dei Poggi, realizzando anche un modello tridimensionale dell’abitazione per reinterpretare con tecnologie avanzate le centinaia di immagini e tracce raccolte nel 2007.Al centro del lavoro c’è la Bloodstain Pattern Analysis (Bpa), lo studio della distribuzione delle macchie di sangue, uno degli strumenti più affidabili per ricostruire la sequenza di un’aggressione violenta.
Secondo le indiscrezioni, le analisi confermerebbero la presenza di un solo aggressore: le tracce ematiche, comprese le impronte insanguinate rilevate con il luminol, sarebbero compatibili con un’unica persona, rafforzando quanto già emerso nei processi che hanno portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi e escludendo ipotesi di più individui sulla scena.Le nuove valutazioni rilanciano inoltre l’ipotesi di un’arma unica, probabilmente un martello da lavoro. Le caratteristiche delle ferite – alcune più nette, altre più ampie e traumatiche – apparirebbero coerenti con uno strumento dotato di due superfici diverse.
Si tratta di una pista già valutata in passato, anche in relazione alla scomparsa di un martello dall’abitazione della famiglia Poggi, mai ritrovato.Una delle novità più significative riguarda la dinamica finale dell’aggressione: la vittima potrebbe essere stata colpita un’ultima volta sulle scale che conducono alla cantina. Tuttavia, questo scenario solleva alcuni dubbi, perché le tracce indicano che l’aggressore si trovasse nella parte alta della scala, rendendo complessa la ricostruzione del colpo senza ulteriori spostamenti. Restano aperte questioni anche sull’orario del delitto, che nuove perizie (come quella della dottoressa Cattaneo) potrebbero spostare rispetto alle ipotesi iniziali, incidendo su alibi e spostamenti.