L’odio anarchico non conosce sosta. E così a Bologna, città rossa per eccellenza, spunta un’altra, l’ennesima, minaccia di morte nei confronti del presidente del Consiglio. “Meloni appesa”, si legge su un muro di via Beolco, nel quartiere San Donato-San Vitale, con tanto di cappio stilizzato. A fianco, un altro messaggio simile rivolto al sindaco della città, il piddino Matteo Lepore, e a due suoi assessori, ovvero Daniele Ara (Scuola) e Matilde Madrid (Politiche Sociali): “Ara, Madrid, Lepore lx primx della lista”, con la “x” per nascondere il genere. Sono così inclusivi gli anarchici... E ancora: “Free Pillo”, in riferimento al Pilastro, il quartiere popolare nel mirino degli antagonisti per la decisio ne del Comune di realizzarci il Muba, ovvero il Museo per i Bambini il cui cantiere è già stato assaltato da centri sociali ed eco-vandali. Su una colonna si evocano proprie le violenti proteste contro il progetto: “Le mucche fanno muuu ma una fa Mubasta (il nome del comitato contrario)”.
Sul muro di fronte, invece, spazio al ricordo dei due bombaroli morti il 20 marzo mentre confezionavano un ordigno dentro un casolare abbandonato al Parco degli Acquedotti (Roma). “Per Sandro e Sara il 18 aprile Roma brucerà”. Quel giorno ci sarà un corteo per le strade della Capitale, convocato dagli anarco-insurrezionalisti, a sostegno di Alfredo Cospito e contro il 41 bis (il tutto sarà preceduto, il 10 aprile, da un’assemblea pubblica).
A maggio il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, dovrà infatti decidere se confermare o meno il regime del carcere duro per il gambizzatore del dirigente Ansaldo Roberto Adinolfi. Non mancano inoltre una “A” anarchica e un simbolo costituito da otto frecce disposte a raggiera, la cosiddetta “stella del caos”. Poco distante, in via Andreini, ecco la scritta “Free Cospito”. Si annunciano tempi difficili sul fronte dell’ordine pubblico.