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Acca Larentia, la sentenza: "Nessun pericolo di ricostituzione del partito fascista"

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giovedì 2 aprile 2026
Acca Larentia, la sentenza: "Nessun pericolo di ricostituzione del partito fascista"

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"Non vi è dubbio che 'la chiamata del presente' e il 'saluto romano', siano inquadrabili nell'alveo dell'art. 5 della Legge Scelba; si tratta certamente di un rituale immediatamente e notoriamente idoneo ad evocare la 'liturgia' delle adunanze fasciste e il regime conseguentemente instaurato. Ciò, tuttavia, come precisato dalla Suprema Corte, non basta per ritenere sempre e comunque configurato il reato, poiché è necessario appurare, in concreto, alla stregua di una valutazione da effettuarsi complessivamente, la sussistenza di elementi di fatto idonei a dare concretezza al pericolo di 'emulazione' insito nel reato. Facendo, allora, tesoro dei principi, ritiene questo giudice che, nel caso in esame il pericolo di ricostituzione del partito fascista sia, in concreto, insussistente".

È quanto scrive il gup di Roma Chiara Miraglia nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 20 febbraio ha prosciolto 29 persone, quasi tutti militanti di Casapound, indagate nell'ambito dell'indagine sui saluti romani davanti all'ex sede dell'Msi di via Acca Larenzia del 7 gennaio 2024. Nell'inchiesta, coordinata dal procuratore capo Francesco Lo Voi e dalla pm Lucia Lotti, si contestava la violazione delle leggi Mancino e Scelba. "Si osserva, al riguardo, che la 'cerimonia'" del 7 gennaio 2024 "si è risolta in un rituale che si ripete ogni anno, ormai da tanti anni, meccanicamente, senza arricchirsi di nuovi contenuti - scrive ancora il giudice nelle 14 pagine della sentenza - ha avuto una finalità esclusivamente commemorativa (ed infatti non risulta che siano stati esposti simboli di partito, né che sia stata preceduta e/o seguita da comizi o altre iniziative di propaganda politica); non ha diffuso alcun messaggio violento o discriminatorio né si sono assunti toni di tale natura; non è sfociata in disordini, come attestato dalla polizia giudiziaria, nè ha dato adito a tensioni sociali. Del resto, si è svolta sotto il monitoraggio della polizia giudiziaria, che non ha rilevato rischi per l'ordine pubblico".

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"È noto a questo giudice che la caratteristica 'commemorativa' della riunione, secondo l'insegnamento della Suprema Corte, non è in grado di neutralizzare automaticamente il pericolo richiesto dalla norma; nella specie, tuttavia, sulla base degli elementi acquisiti, non sembra potersi dire che la finalità commemorativa abbia costituito un 'pretesto' - evidenzia il giudice - per veicolare messaggi finalizzati alla realizzazione della ricostituzione del disciolto partito fascista. Peraltro, la natura commemorativa della riunione può costituire elemento che va valutato congiuntamente agli altri dati 'di contesto', ai fini del vaglio sula sussistenza del reato. Sotto tale profilo, va evidenziato che la cerimonia attiene a fatti verificatisi nel 1978 (oltre 48 anni fa) e non sembra aver alcuna proiezione verso un progetto politico attuale. Il fatto che alla riunione abbiano partecipato oltre 1.000 persone non appare dirimente. Si tratta di numero certamente considerevole, ma non così elevato se paragonato al numero di partecipanti ad altre manifestazioni che affollano le piazze in diverse occasioni nel corso dell'anno".

Per il giudice "va anche considerato che (a differenza di altre manifestazioni di cui si è trattato in altri procedimenti) le persone sono intervenute vestite con abiti normali; che il luogo dell'evento, coincidente con il luogo dell'eccidio, non ha alcuna connessione con l'esperienza storica e ideologica del Ventennio, non avendo un particolare rapporto con l'ideologia fascista e le sue vicende (come sarebbe stato, ad esempio, Piazza Venezia); che non si è trattato di un luogo capace di attrarre un numero indeterminato di persone (come sarebbe stato, ad esempio, Piazza del Popolo, frequentato da un numero di persone elevato, che potrebbe subire l'influenza della condotta). I partecipanti, inoltre, non erano presenti in qualità di esponenti di gruppi organizzati, né recavano insegne evocative: se è vero che Casapound ha provveduto ad organizzare logisticamente la commemorazione, non sembra francamente averla fatta propria, posto che non risultavano esposti simboli o vessilli".

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