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Gli svizzeri vengono a fare il pieno in Italia

di A.V. martedì 7 aprile 2026

2' di lettura

 Il Corriere del Ticino dà la notizia, sicuramente insolita ma figlia dei tempi e dell’azione del governo italiano: gli svizzeri stanno facendo la coda per rifornirsi di carburante in Italia, e l’approdo più vicino e conveniente è Como. «Auspichiamo l’aiuto di Berna», dice al quotidiano Boris Martinoni, portavoce dell’Associazione ticinese delle stazioni di servizio. «Abbiamo accise più alte di quelle dell’Italia, e così il prezzo del carburante, oltreconfine, è molto più basso che da noi». Si va dai 20 ai 25 centesimi in meno al litro. Dunque le abitudini, almeno per il momento, sono cambiate: prima i lavoratori frontalieri italiani facevano benzina in Svizzera, e oggi gli svizzeri la fanno da noi.

«In Ticino», scrive il giornale elvetico, «dove per anni il cosiddetto “turismo della benzina” attirava gli automobilisti, la situazione si è capovolta». Di nuovo il rappresentante dei benzinai, che è pessimista: «In Svizzera lo Stato tende a intervenire meno che in Italia, eppure, l’Italia non è l’unica nazione europea ad aver abbassato i prezzi. Un motivo ci sarà». I prezzi alla pompa, in Ticino, sembrano aver raggiunto un punto di stallo: «Dipende molto da quello che succede in Borsa. Ad esempio, dopo la conferenza di Donald Trump del primo aprile i mercati sono tornati a respirare e di conseguenza anche il prezzo del petrolio è diminuito. Pure questo è un aspetto che influenza il costo del barile», spiega Martinoni.

Il Corriere del Ticino si sofferma poi, quasi con rassegnazione, sull’iniziativa del governo Meloni: «Fino al primo maggio», scrive, «è questa la data stabilita dall’Italia per la proroga del decreto sul taglio delle accise. La misura prevede, lo ricordiamo, uno sconto di 24,4 centesimi di euro del prezzo al litro di benzina. A confermare il provvedimento è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che, nel corso di una breve conferenza stampa, ha annunciato il prolungamento della misura, inizialmente prevista solamente fino al 7 aprile. Il piano, introdotto lo scorso 18 marzo», viene spiegato ai connazionali, «è stato quindi esteso di altre tre settimane alla luce delle continue tensioni in Medio Oriente e dei loro effetti sul mercato energetico».
In effetti basta osservare le immagini che arrivano dal confine per rendersi conto che i frontalieri, oggi, sono gli svizzeri.

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