Tanti, troppi, i misteri sulla morte di Antonella De Ielsi e Sara Di Vita. A sollevare dubbi è stata Roberta Bruzzone che, ospite de La Vita in Diretta, ha gettato nuove ombre su Gianni Di Vita, rispettivamente marito e padre delle due donne. L'uomo è infatti l’unico sopravvissuto del presunto avvelenamento con la ricina a Pietracatella. Nel mirino due cene e un pranzo consumati tra il 23 e il 24 dicembre, prima che il malore fatale si manifestasse la mattina di Natale. Il commercialista ed ex sindaco è stato sentito per circa 7 ore in questura a Campobasso. Ascoltata anche la figlia maggiore Alice, assente alla cena.
Stando a quanto ricostruito dal programma di Rai 1 Di Vita è stato ricoverato precauzionalmente dopo i malori della moglie e della figlia dicendo di avvertire gli stessi sintomi. Ma secondo quanto riportato da La Vita in Diretta, i medici avrebbero riferito che l’ex sindaco sarebbe rimasto sempre in buone condizioni. Nel corso dell’audizione con i pm, il 55enne ha confermato di non ricordare cosa avesse mangiato insieme a moglie e figlia nella cena del 23 dicembre, alla quale gli inquirenti fanno risalire l’avvelenamento.
Da qui i sospetti della Bruzzone: "Francamente mi sembra poco plausibile. Il malore di lui, se non è dovuto alla ricina, è quanto mai bizzarro che si verifichi contestualmente alle altre due, che invece sono state intossicate in maniera letale. E lui invece non parrebbe essere stato esposto alla ricina: se avesse assunto ricina anche una quantità minima avrebbe comunque una positività nel test che hanno fatto. Ragion per cui, questo è l’elemento che a me non torna".