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Madre e figlia avvelenate, "mancata necrosi degli organi": cosa significa

domenica 12 aprile 2026

2' di lettura

Tutti interrogati, tutti in Questura: l'obiettivo risolvere il giallo della madre e della figlia avvelenate con la ricina. Proseguono senza sosta gli accertamenti degli investigatori a Campobasso, dove parenti, amici e conoscenti della famiglia Di Vita continuano a essere ascoltati dagli inquirenti. A coordinare l’attività sono il capo della squadra mobile Marco Graziano e la procuratrice di Larino Elvira Antonelli, impegnati a fare luce sulla morte di Antonella di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita. L’attenzione resta concentrata soprattutto sulla sfera privata e sui rapporti familiari, nel tentativo di verificare eventuali tensioni o dissapori di cui si è parlato nei giorni scorsi.

Tra le persone sentite figurano anche amici stretti della famiglia e dei due sopravvissuti, Gianni Di Vita e la figlia diciottenne Alice, che non era presente alla cena durante la quale, secondo le ipotesi, madre e figlia avrebbero ingerito la sostanza letale. Le testimonianze raccolte puntano a ricostruire dinamiche e relazioni, con particolare attenzione ai legami tra Alice e i familiari, così come al rapporto tra il marito e la moglie.

In circa una settimana sono già una trentina le persone ascoltate. Nel frattempo, vengono ridimensionate alcune indiscrezioni circolate sull’autopsia, in particolare quelle relative alla presunta assenza di necrosi degli organi, elemento che aveva fatto sorgere dubbi sull’avvelenamento da ricina.

A escludere con decisione l’ipotesi di contrasti familiari è stato il fratello di Antonella, intervenuto ai microfoni di "Quarto grado": "Prima di tutto voglio la verità su mia sorella e mia nipote". L’uomo ha ricordato l’ultimo incontro, avvenuto alla vigilia di Natale: "Mia sorella stava bene era normale, tranquilla". Ha inoltre negato problemi nella coppia: "Non mi sono mai accorto che le cose non andassero bene col marito" e ha espresso dubbi anche sulla pista dell’avvelenamento: "Forse è una cosa di routine, però secondo me non c'entra nulla", aggiungendo che il cognato e la nipote "Non farebbero mai del male".

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