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Massa, l'omicidio di Giacomo: "Senza dire nulla, lo pestavano e basta. Come lo hanno ammazzato"

lunedì 13 aprile 2026

2' di lettura

"È morto per le botte. Hanno smesso di colpirlo solo quando si sono resi conto che l'avevano ammazzato. A quel punto e solo a quel punto sono scappati. Nel frattempo sono arrivate alcune persone a capire cosa stava succedendo. Due giovani hanno iniziato a praticare il massaggio cardiaco a Giacomo. Io sono corsa da lui, gli tenevo la testa tra le mani ma dalle orecchie usciva il sangue. Suo figlio gli teneva la mano e diceva: 'Babbo, alzati. Per favore alzati'. Ma non si è alzato, Giacomo è rimasto a terra".

Sono le parole di Sara Tognocchi, compagna di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso nella notte di sabato in piazza Felice Palma a Massa. Una vicenda su cui sono in corso accertamenti, ma che la donna ricostruisce con parole nette: "Non è vero che Giacomo è morto perché è caduto per terra dopo un cazzotto, è morto per le botte", ha dichiarato in un'intervista al Corriere della Sera. Nell'intervista concessa al Corriere della Sera, Tognocchi, anche lei 47enne, ricostruisce l'accaduto: "Sabato sera eravamo usciti con alcuni amici, c'era anche mio fratello Gabriele con suo figlio. Stavamo andando a prendere un kebab, erano da poco passate le 21.30. In piazza Palma c'era un gruppetto di giovani: erano in sei, forse sette. Hanno cominciato a lanciare bottiglie contro la vetrata del negozio e mio fratello ha detto 'ma non tirate le bottiglie: ci sono le persone che possano farsi male'. Gabriele si è rivolto a questi ragazzi in maniera gentile, glielo ha detto educatamente perché nostra madre ci ha insegnato l'educazione".

Il gruppetto ha "circondato mio fratello e poi il mio compagno. Sono arrivati anche altri giovani. Hanno cominciato a colpirli. Non hanno detto nulla. Li picchiavano e basta. Mio fratello è finito per terra e hanno continuato a picchiare. Non si sono mai fermati. Pestavano Giacomo, io lo vedevo a terra e loro sopra".

"Io ero sconvolta, mi sono messa a chiedere aiuto - ha raccontato nell'intervista - Ho preso il figlio del mio compagno e l'ho portato via, ho avuto paura che questi ragazzi si mettessero a picchiare anche i bambini. Poi ho continuato a chiedere aiuto, a dire che dovevano smetterla. Ma loro non hanno smesso. L'hanno pestato a morte". Sara e Giacomo si erano conosciuti tre anni fa e nel prossimo mese di luglio si sarebbero sposati. "Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso". 

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