"Chiamami codice 4", si vantava Spadino l’8 luglio 2025 col collega I.R.C. Pochi mesi dopo, il 17 novembre, progettava: "Mercoledì 26 facciamo la lunga insieme così secchiamo qualcuno". E il 21 novembre, quasi infastidito: "Dio bono ma perché dovete salvare tutti? Ogni tanto qualcuno deve morire". Le intercettazioni raccolte dagli investigatori, come riporta Repubblica, mostrano un Luca Spada distaccato e crudele nei confronti degli anziani. Dei "vecchi che soffrono troppo, e giustamente devono morire", come dice in un altro passaggio.
Poi un episodio che la dice lunga su quanto accaduto: a una foto di anziani inviata da un collega, Spadino replica: "Lì bisogna che faccio da sponsor in quelle serate (...) per dei viaggi sereni". Ed anche su questi elementi la procura lo accusa di omicidio volontario di almeno sei anziani, uccisi con iniezioni di aria durante i trasporti in ambulanza.
L’ordinanza della gip Ilaria Rosati riconosce "gravi indizi di colpevolezza" solo per l’ultima vittima, la 85enne Deanna Mambelli, morta per "embolia gassosa" dovuta a "introduzione esogena di aria, tramite il catetere venoso periferico". Spada parlava apertamente di soldi: in un messaggio del 2021 spiegava "se sei bravo fai dieci funerali a settimana più o meno per fare circa 7000 euro al mese (...) viaggi a 200 euro a trasporto". A quanto pare, sempre secondo le indagini, collaborava con l’agenzia Romagna di Meldola, ma il sistema coinvolgeva più onoranze funebri. "Sì ma non era dei tuoi questo, lascia stare, non ci facevi neanche un euro", gli diceva il collega I.R.C. Negli ultimi tempi molti in Croce Rossa avevano iniziato a sospettare. La collega E.F., presente nell’ultimo trasporto, racconta che Spada aveva subito alluso al fatto che l’anziana respirasse male: "E lì sono rimasta un po’ sorpresa perché a me non sembrava che respirasse male". Poi lui l’aveva chiamata per fermarsi perché la signora stava male. Un'altra circostanza che va chiarita...