Andrea Sempio era atteso a Roma. Il motivo? Una perizia psicologica. Lunedì 11 maggio il nuovo indagato per la morte di Chiara Poggi è stato immortalato alla Stazione Termini. A riprenderlo il Messaggero con tanto di foto e video. Sono le 12.25, Sempio, zaino in spalla e trolley al seguito, scende dalla carrozza numero 11 del treno "Italo 9957", partito dalla stazione di Milano Rogoredo alle 9.15, racconta sempre il quotidiano romanio. "Ogni cosa a suo tempo", dice in fila per prendere un taxi, mentre il suo avvocato Angela Taccia puntualizza: ci "sono degli errori anche nell'informativa depositata", ma "il mio assistito è innocente e lo dimostreremo, dateci il tempo di studiare gli atti".
E ai tanti che lo fermano per chiedergli come sta, Sempio replica: "Non riesco quasi più a lavorare". Più incisivo il suo legale: "Sembra già costretto ai domiciliari con la difficoltà di uscire di casa anche solo per andare a fare la spesa". E ancora, Taccia: "Le prove vanno non solo argomentate ma dimostrate è questo il compito della Procura. Non è detto a oggi che l'unico assassino è Alberto Stasi, io mi auguro il meglio per lui, la revisione non è stata presentata, a oggi tutti danno per scontato che non sia stato Stasi, io per prima per oltre un anno ho sempre avuto delle perplessità".
Non manca poi un tassista che lo guarda e gli dice: "Andrea, ti vedo male", una signora in fila in attesa del taxi di fronte a lui, si gira prima di salire in auto, gli stringe la mano e gli dice: "Auguri". Lui le stringe la mano e la ringrazia. Intanto emerge un'altra intercettazione, sempre registrata in auto, in cui Sempio sembra confessare l'ora dell'omicidio: "È successo qualcosa quel giorno ... inc (ossia incomprensibile, ndr) ... era sempre lì a casa ... inc ... io non so se lei ha detto che lavorava ... inc ... però cazzo, oh ... inc ... alle nove e mezza (9.30) a casa... inc".