Ennesimo scandalo relativo al Superbonus 110%, la sciagurata misura edilizia varata dal governo Conte II nel luglio 2020. Questa volta si tratta di una maxi-truffa da 7 milioni di euro che riguarda 5 persone, tutte indagate, tra Torino, Milano e Napoli.
Al centro dell'inchiesta una società edile del capoluogo piemontese, che, secondo l'ipotesi di accusa, avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti di lavori di efficientamento energetico e di riduzione del rischio sismico su un condominio torinese, lavori che sarebbero risultati in realtà mai effettuati. I militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Torino hanno proceduto a sequestrare preventivamente circa 7 milioni di euro.
All'amministratore della società e a 4 professionisti - due architetti di Torino, un ingegnere di Milano e un commercialista di Napoli - sono stati contestati i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, emissione di fatture per operazioni inesistenti e riciclaggio. Gli indagati, a seconda dei ruoli, erano incaricati degli adempimenti connessi alla pratica edilizia per il beneficio del Superbonus del rilascio delle occorrenti asseverazioni, della progettazione e della direzione dei lavori oltre che degli adempimenti fiscali e del rilascio del 'visto di conformità'.
I condomini di un complesso immobiliare torinese sarebbero stati convinti a firmare un contratto di appalto con termine previsto entro il 31 dicembre 2023 con il prospetto di lavori a costo zero attraverso il meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito. I lavori, tuttavia, non sono mai iniziati.