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Arrestate 2 spie lettoni: così Putin vuole prendere il controllo dei traghetti italiani?

di Roberto Tortora venerdì 15 maggio 2026

2' di lettura

Poche migliaia di euro per aprire una falla nei sistemi informatici di due traghetti italiani e spedire i dati direttamente verso server riconducibili a un gruppo hacker filorusso. È questo lo scenario su cui stanno lavorando la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo e gli investigatori della polizia postale, dopo l’inquietante vicenda che ha colpito la compagnia GNV (Grandi Navi Veloci). C’è la mano di Vladimir Putin?

Al centro dell’indagine ci sono due navi della flotta e un sospetto che fa tremare gli apparati di sicurezza: un’operazione di spionaggio internazionale, potenzialmente finalizzata persino a prendere il controllo a distanza dei traghetti attraverso dispositivi elettronici installati di nascosto a bordo. Gli inquirenti precisano che non è certo che il gruppo fosse davvero in grado di arrivare fino a quel punto, ma il quadro viene considerato estremamente delicato.

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La rete sarebbe stata guidata da un quarantenne lettone oggi presumibilmente rifugiato a Mosca. Un suo connazionale, accusato dalla Procura di Genova di “accesso abusivo a sistema informatico”, è stato arrestato in Spagna dopo mesi di monitoraggio. Prima di lui erano finiti in manette altri due giovani lettoni, di 24 e 25 anni, bloccati sei mesi fa sui traghetti Fantastic e Bridge: uno nel porto francese di Sète, l’altro a Napoli. Uno dei due sarebbe stato ripreso dalle telecamere mentre installava il dispositivo sul ponte della nave. Agli investigatori avrebbe ammesso di essere stato pagato per piazzarlo, senza però indicare i mandanti.

Un sistema che ricorda quello dei proxy usati da alcune potenze straniere per colpire infrastrutture occidentali senza esporsi direttamente. A rendere il quadro ancora più pesante ci sono le parole del ministro dell’Interno francese Laurent Nunez: “Oggi dietro le interferenze straniere c’è molto spesso un solo Paese”. E il pensiero, inevitabilmente, corre a Mosca. La vicenda, oltre che dalla Procura di Genova, viene seguita con grande attenzione anche dal Comitato di analisi strategica anti-terrorismo (Casa).

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