Teresa Potenza è la donna che con la sua testimonianza ha rotto il muro dell'omertà della mafia foggiana. La sua è una storia di assoluto coraggio, ma anche di paura e tanta violenza. Una storia che questa sera la donna racconterà nella nuova puntata di "Belve Crime", il programma di Francesca Fagnani.
Nell'intervista, Potenza descrive una relazione segnata da abusi fisici e psicologici estremi al fianco del boss di Cerignola Giuseppe Mastrangelo, condannato a tre ergastoli per quattro omicidi, anche grazie alle sue dichiarazioni. Un racconto terrificante, tra minacce di morte e umiliazioni continue.
Tra gli episodi più inquietanti, quello in cui Mastrangelo le mise una pistola in bocca: "Una sera mi portò in aperta campagna - racconta Potenza - mi mise la pistola in bocca poi in testa, mi prese per i capelli, mi urinò in faccia e mi disse: tu che vuoi scappare da me meriti questo. Ora scegli: vuoi essere violentata dai miei amici o ti faccio uno sfregio sul viso?".
Un'altra volta, la donna fu costretta ad assistere a un agghiacciante delirio dell'uomo, esaltato dall'effetto della cocaina: "Lui diceva: 'io sono Dio, io decido chi vive e chi muore qui. Io ho insegnato come si ammazzano le persone, io ho insegnato come si seppelliscono le persone'".
Dopo anni di vessazioni, Teresa Potenza trovò il coraggio di fuggire mentre portava in grembo il figlio di Mastrangelo. Fu proprio per quel bambino che la donna, rischiando la vita, decise di collaborare con la giustizia, raccontando tutto quello a cui aveva assistito. "L'ho fatto per dare la possibilità a mio figlio di crescere libero", ha spiegato alla Fagnani.