Dal passato di Sali El Koudri, l'uomo che si è lanciato a tutta velocità con la sua auto sulla folla a Modena, emergono dettagli sconcertanti. Tra questi, il fatto che avrebbe voluto arruolarsi nella Nato e l'astio nei confronti di Chiara Ferragni. Elementi che si aggiungono al profilo sempre del 31enne marocchino accusato della strage avvenuta in via Emilia, dove otto persone sono rimaste ferite, quattro delle quali in modo gravissimo.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, El Koudri avrebbe contattato via mail una base Nato in Toscana chiedendo informazioni sia sul menù della struttura sia sulle modalità di arruolamento. Tracce trovate nei dispositivi sequestrati dagli inquirenti - computer e quattro telefoni cellulari - che delineano l'interesse del ragazzo per il mondo militare.
Davanti al gip, però, El Koudri ha scelto di non rispondere. Durante l'udienza la procura ha chiesto la convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere, contestando i reati di strage e lesioni gravissime, ma senza riconoscere le aggravanti della premeditazione e del terrorismo.
Intanto continuano ad affiorare testimonianze sul comportamento del 31enne nei giorni precedenti all'attacco. I vicini raccontano di un uomo sempre più instabile e agitato: "Non salutava più, era nervosissimo. Usciva e rientrava in auto di continuo, sempre agitato. Urlava al telefono per ore con qualcuno".
Tra i contenuti recuperati sui social spuntano anche messaggi contro Chiara Ferragni. In uno dei post, riferendosi probabilmente al caso del Pandoro-gate, aveva scritto: "Ma vi pare normale che una persona disonesta faccia i soldi e chi fa sacrifici niente...".
A commentare quei contenuti è stato anche il legale Fausto Gianelli, secondo cui El Koudri "attacca quelli che fanno soldi immeritatamente, c’è un post contro Chiara Ferragni, ma sono tutte cose che non segnano un percorso logico dentro cui trovare spiegazione, ma che dimostrano il vero disagio che lo attraversava".
Gli investigatori, pur senza contestare il terrorismo, ritengono comunque che il gesto fosse stato preparato. Poco prima di piombare con la Citroen C3 sulla folla nel centro di Modena, il 31enne avrebbe confidato al proprio avvocato: "Sapevo che quel giorno morivo".