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Pro Pal, due attivisti denunciati per le manifestazioni di Torino si tolgono la vita

di Redazione sabato 13 giugno 2026

2' di lettura

Due attivisti appartenenti all’area antagonista e vicini al movimento pro Palestina si sono tolti la vita in circostanze e momenti differenti. I due erano stati denunciati nell’ambito di distinte indagini legate alle manifestazioni svoltesi a Torino negli ultimi mesi.

A riportare la loro storia è stato l’avvocato Claudio Novaro, che ha seguito alcune delle persone coinvolte nei procedimenti giudiziari e che, in un intervento pubblicato sul sito Volere la Luna, ha espresso dure critiche nei confronti del sistema giudiziario torinese.  Nel suo racconto, il legale si sofferma in particolare sulla storia di un giovane indicato con l’iniziale F., originario di Savona ma residente da anni nel capoluogo piemontese. Dopo essere finito sotto inchiesta per fatti legati alle proteste, all’uomo era stata imposta una misura cautelare che gli impediva di vivere a Torino, città nella quale aveva costruito la propria vita personale e universitaria.

Novaro riferisce che, poco prima della tragedia, il suo assistito era stato informato che il provvedimento non sarebbe stato definitivo e che la situazione avrebbe potuto essere rivalutata nel giro di alcuni mesi. Nonostante queste rassicurazioni, pochi giorni dopo il giovane ha compiuto il gesto estremo. L’attivista si sarebbe gettato da un dirupo, lasciando un foglio nel quale, secondo l’interpretazione dell’avvocato, emergerebbe il forte disagio provocato dal provvedimento giudiziario. Novaro sostiene infatti che dalle parole lasciate dall’uomo “sembra di capire che il provvedimento giudiziario, che riteneva profondamente iniquo, abbia avuto un peso non irrilevante”.

A giudizio del legale, quel provvedimento sarebbe stato vissuto come particolarmente pesante e ingiusto, contribuendo ad aggravare una situazione personale già complessa. L’avvocato richiama inoltre l’attenzione sulle conseguenze personali che le misure cautelari e i procedimenti giudiziari possono avere sulla vita degli indagati, soprattutto nei contesti di forte esposizione politica e sociale. Le sue considerazioni si inseriscono nel dibattito apertosi attorno alle indagini sulle manifestazioni pro Palestina svoltesi a Torino e alle modalità con cui sono stati gestiti i procedimenti nei confronti degli attivisti coinvolti.

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