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Superbonus, altra maxi-truffa da 160 milioni. FdI contro Conte: "Invece dei selfie chiedi scusa"

mercoledì 17 giugno 2026

3' di lettura

"Invece dei selfie, Giuseppe Conte chieda scusa". Un'altra maxi-truffa sul Superbonus: ecco l'eredità della misura-simbolo del governo targato Pd-M5s. E Fratelli d'Italia attacca, ancora una volta, l'ex premier.

Sono 240 gli indagati in tutta Italia con l'accusa di frodi sugli incentivi statali per interventi edili, tra i quali "Bonus facciate", "Superbonus 110", "Ecobonus" e "Sismabonus". I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni e valori per un importo complessivo pari a circa 160 milioni di euro. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Salerno su richiesta della Procura guidata da Raffaele Cantone, ha riguardato oltre 240 soggetti tra persone fisiche e giuridiche tra Campania e altre 9 regioni italiane, quali Lazio, Basilicata, Sicilia, Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto.

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Le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno, coordinate dalla Procura salernitana, hanno consentito di ricostruire e delineare un esteso e ramificato sistema illecito finalizzato a porre in essere plurime truffe ai danni dello Stato, riconducibili a due organizzazioni criminali, entrambe con base nella provincia di Salerno, che ha visto la partecipazione attiva e decisiva di più professionisti imprenditori, con la conseguente notifica dell'avviso di fissazione di interrogatorio preventivo per l'eventuale applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 9 soggetti.

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Secondo gli accertamenti investigativi effettuati il meccanismo fraudolento si fonderebbe sull'utilizzo di oltre 80 società su tutto il territorio nazionale, di cui la quasi totalità sono risultate fittizie (ovvero sprovviste di sede operativa, dipendenti, attrezzature e qualsivoglia struttura imprenditoriale le società cartiere), che documentalmente avrebbero eseguito interventi milionari di riqualificazione edilizia su circa 200 immobili in tutta Italia, lavori in realtà mai eseguiti. Tra gli immobili individuati ci sono anche Enti pubblici (Comuni).

Determinante per la riuscita della frode - si legge nella nota a firma del procuratore Cantone - sarebbe stato il ruolo di due professionisti contabili, promotori delle due associazioni a delinquere ipotizzate, i quali avrebbero costituito le società e assunto cariche, qualifiche o l'amministrazione di fatto delle stesse; in secondo luogo, tramite la piattaforma "cessione crediti" dell'Agenzia delle Entrate, avrebbero generato milioni di euro in crediti fittizi nei cassetti fiscali delle società formalmente esecutrici dei lavori, poi monetizzati mediante cessione ad altre società ignare. Ingenti somme di denaro sarebbero state trasferite all'estero, in particolare verso Cina, India e Pakistan.

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"La disastrosa eredità dei governi Conte non smette di regalarci dolorosi aggiornamenti - è il commento di Guerino Testa, deputato di FdI -. Anche in questo caso, che è solo l'ultimo a livello cronologico, sarebbero stati creati crediti fiscali fittizi attraverso società ritenute inesistenti o fittizie, con interventi edilizi solo documentali e mai realmente eseguiti. Il meccanismo avrebbe coinvolto numerose società e professionisti, con la successiva monetizzazione dei crediti tramite cessione o compensazione fiscale. Invece di pubblicare selfie per annunciare improbabili avventure politiche i cui protagonisti sono legati unicamente dal sentimento anti-Meloni e da misure che tartasseranno le tasche degli italiani, Conte farebbe bene a chiedere scusa per tutti gli sprechi – dal Superbonus, ai banchi a rotelle passando per le numerose ombre riguardanti scandalo Covid, l'acquisto delle mascherine e dei ventilatori dall'estero – che ha causato quelle volte che si è sciaguratamente ritrovato a governare l'Italia".

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