Si firma solo con un acronimo: “Stefralusi”. Dietro il nickname c’è un ex macchinista della metropolitana che si definisce “solo un manutentore” e che ha creato la pagina Facebook Tranvieri di Milano, oltre 21mila follower e 116 seguiti.
Nelle ultime 24 ore non ha smesso di leggere e rispondere ai commenti sul caso sollevato dalla 26enne che ha fotografato la chat sessista dei lavoratori dell’Azienda Trasporti Milanesi con immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza. “Io non c’entro niente con le persone coinvolte”, chiarisce subito.
Ricorda la nascita della pagina “Tranvieri, amici, appassionati di trasporto pubblico (..). Siamo tutti sulla stessa barca, tranvieri e cittadini, non pestiamoci i piedi a vicenda”. Nel gruppo è esploso un caso per la vignetta, creata con l’intelligenza artificiale, che scherza sulla vicenda della passeggera che ha fotografato la chat “sessista” dei tramvieri: “Titolo preferenziale: appartenenza alla categoria degli eunuchi e dei castrati”. Altri slogan: “Vogliamo garantire viaggi sereni per tutti”. “Requisiti patente D, conoscenza rete Atm, totale indifferenza per l’aspetto fisico delle persone”. “Obiettivo: condurre, non commentare”. “Da oggi alla guida professionalità, nessun commento inappropriato. Milano merita rispetto”.
Tutto ciò per Stefralusi rappresenta una semplice satira. Sui social, però, piovono critiche: “La satira è un’altra cosa. Vergognatevi”. “Avete poco da ridere. Non sapete neanche cosa sia la satira. Spero vi mandino a casa”.
Altri utenti, invece, difendono la pagina e accusano la passeggera: “Da denuncia la tipa che fotografa il cellulare di un’altra persona, ecco perché ho la pellicola privacy sui mezzi, è pieno di impiccioni”. Stefralusi prende le distanze dalle polemiche e sostiene che la vignetta sia un pretesto per criticare le ultime dichiarazioni del sindaco Sala: “Supponiamo che si tratti di reati, quindi le mie indicazioni ad Azienda Trasporti Milanesi sono di essere incisivi in analisi e duri anche nei provvedimenti da prendere”. Stefralusi, alla fine, paragona alcuni lavoratori a dei Fantozzi e conclude: “Per la tutela dei dati, io do pienamente ragione ad Atm. È stato un errore rubare quelle immagini dalle telecamere di sorveglianza. Le riprese non devono uscire. La ragazza doveva denunciare subito”.