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Sarah e Alisya, "come le hanno fatte vivere per 14 giorni": la rivelazione choc sulle sorelle sparite

di Redazione lunedì 22 giugno 2026

2' di lettura

Una videochiamata partita dal telefono della madre sarebbe stata decisiva per arrivare al ritrovamento di Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelle di 16 e 12 anni scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena e rintracciate a Formia, nell’abitazione di una parente materna. 

A confermarlo è il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, che in conferenza stampa ha ricostruito gli ultimi passaggi dell’indagine: «È stata una videochiamata a segnare la svolta. La madre ha contattato un numero di telefono che era sotto controllo dagli investigatori». Un passo falso che ha permesso ai carabinieri di localizzare le minori. Il quadro descritto dagli inquirenti è quello di una situazione di forte isolamento. «Le abbiamo trovate segregate in una stanza, ha spiegato il pm,  non potevano uscire né aprire le persiane. Potevano solo vedere la televisione».

Nel momento del ritrovamento, la scena avrebbe colto di sorpresa anche i militari: all’interno dell’abitazione è stata trovata una donna anziana, mentre le due ragazze si trovavano in una stanza separata. Secondo quanto riferito dalla Procura, le sorelle non avrebbero reagito con entusiasmo all’arrivo delle forze dell’ordine.

«Non erano contente di vederci», ha dichiarato D’Angelo, raccontando un momento di forte impatto emotivo vissuto dagli investigatori. La più piccola avrebbe anche detto di voler restare con la madre, prima dell’intervento di un’assistente sociale che ha accompagnato le minori fuori dall’abitazione. Nel corso della conferenza stampa, il procuratore ha invitato alla massima cautela nel racconto e nella gestione mediatica della vicenda: «Vi rivolgo un invito: lasciatele in pace». Le due sorelle, ha precisato, si trovano ora in una struttura protetta sotto la tutela del sindaco di Minturno, che ha la responsabilità legale delle minori. Il primo cittadino, Gerardo Stefanelli, ha descritto una situazione delicata: «Vivono uno stato di forte stress emotivo. Sarà un percorso difficile, anche perché le relazioni familiari sono estremamente complesse».

Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda. Sono attualmente indagate la madre delle ragazze, il suo compagno e il nonno materno, insieme a una donna anziana, parente acquisita, trovata nell’abitazione al momento del blitz. Restano attivi i provvedimenti di fermo per tre persone, mentre gli inquirenti stanno ricostruendo nel dettaglio il periodo della scomparsa e gli eventuali ruoli dei soggetti coinvolti. Le ragazze, al momento, non sono ancora state ascoltate formalmente dagli investigatori.

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