Per 360 euro si entra con una pistola in pugno, si minacciano clienti e dipendenti e si spara a un uomo. È il prezzo, sempre più basso, con cui la violenza armata torna a bussare alle porte di un’attività commerciale romana. Pochi minuti, un colpo di pistola, una fuga nella notte e un lavoratore che finisce in ospedale. Il bottino è modesto, il rischio enorme, la paura lasciata sul pavimento macchiato di sangue del locale, è incalcolabile. È il volto più crudo delle rapine che continuano a colpire la Capitale: azioni rapide, spesso improvvisate, nelle quali basta un gesto inatteso perché la minaccia si trasformi in sangue. In meno di due minuti il locale da gioco si è infatti trasformato da luogo di ritrovo notturno a scena di un’aggressione armata. Poi il silenzio, interrotto soltanto dalla richiesta di aiuto del dipendente ferito.
DI NOTTE
È accaduto nella notte tra domenica e lunedì, intorno all'1.30, in una sala slot-bar al civico 665 di via Tiburtina, nel quartiere di Casal Bruciato. Secondo la ricostruzione degli investigatori, due uomini con il volto coperto e armati di pistola hanno fatto irruzione poco prima della chiusura, sorprendendo il dipendente e i alcuni clienti ancora presenti. In pochi istanti hanno preso il controllo del locale, ordinando sotto la minaccia delle armi di consegnare tutto il denaro disponibile. Il dipendente non ha avuto alternativa e ha aperto il registratore di cassa. I banditi si sono impossessati di circa 360 euro, ma non si sono accontentati. Hanno preteso anche la cassetta di sicurezza nella quale era custodito l’incasso della giornata. Una scena durata pochissimo, scandita dagli ordini secchi dei rapinatori e dalla tensione di chi si è trovato improvvisamente con una pistola puntata contro.
EMERGENZA
L’episodio riporta l'attenzione su un fenomeno che, pur cambiando bersagli, continua a rappresentare una delle principali emergenze per gli esercizi commerciali. Secondo i dati del ministero dell’Interno, in Italia vengono denunciate ogni anno circa 25 mila rapine. Di queste, oltre cinquemila sono commesse con l’utilizzo di armi, una media di circa quattordici episodi al giorno. Se gli assalti agli sportelli bancari sono ormai residuali grazie alle misure di sicurezza, i bersagli preferiti restano bar, tabaccherie, farmacie, supermercati, sale giochi e attività dove il contante continua a circolare. Resta infine una constatazione che accompagna molte vicende analoghe. In questa storia il lavoratore che ha tentato di opporsi è finito in ospedale, mentre i due banditi sono riusciti a dileguarsi illesi. Difficilmente qualcuno sentirà il bisogno di commuoversi per la loro incolumità o di trasformarli nei “poveri rapinatori” vittime della reazione di chi difende il proprio lavoro. È un'ironia amara, ma sufficiente a ricordare come il dibattito pubblico cambi spesso tono soltanto quando, a riportare le conseguenze peggiori di una rapina, non è chi impugna la pistola bensì chi quella pistola se la ritrova puntata contro.