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Giustizia, se muore il rapinato due spicci. Al bandito ucciso una barca di soldi

di Serenella Bettin mercoledì 10 giugno 2026

3' di lettura

Provocatoriamente, verrebbe quasi da dire che conviene fare i ladri. Jesolo, tabaccaio ucciso con un cacciavite in testa. Risarcimento riconosciuto al fratello della vittima: 45 mila euro. Grinzane Cavour, gioielliere reagisce durante una rapina e uccide due banditi. Risarcimento versato ai parenti dei rapinatori: 300mila euro. Pare follia, invece sono i fatti. Andiamo con ordine. È la notte tra il 5 e il 6 maggio 2024. Un pizzaiolo albanese, Leonard Shehu, 36 anni, si introduce nell’abitazione di un tabaccaio di Jesolo (Venezia), Roberto Basso, 64 anni. Forza la finestra con un cacciavite, ma mentre cerca il denaro Basso rientra. L’albanese lo colpisce violentemente alla testa con una chiave inglese, poi scappa.

Per mesi aveva tentato di difendersi, chiedendo anche alla moglie di mentire su quella sera per fornirgli l’alibi. Ma le tracce biologiche e le immagini di videosorveglianza alla fine lo hanno indotto a confessare. Lunedì scorso, Sheu è stato condannato con il rito abbreviato (e conseguente sconto di pena) a 15 anni di carcere. Il gup ha poi disposto 45 mila euro di provvisionale per il fratello del tabaccaio, e altrettanti perla sorella. Con molta probabilità la difesa non farà appello, e considerando che di anni ne ha già scontati due, per effetto della legge Cartabia - la riforma prevede che, se l’imputato rinuncia all’appello, la pena venga ulteriormente ridotta di un sesto- tra meno di dieci anni Shehu potrebbe essere fuori.

Mario Roggero condannato: il gioielliere uccise due rapinatori, sentenza durissima

È stata confermata in appello la condanna di primo grado pronunciata nei confronti di Mario Roggero, il gioiellie...

Veniamo al gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo), Mario Roggero. La storia l’abbiamo ripercorsa su questo giornale con una sua intervista, lunedì scorso. Qui nessun rito abbreviato. In primo grado Roggero viene condannato a 17 anni per aver ucciso due dei tre rapinatori e aver ferito il terzo. Pena ridotta a 14 anni e 9 mesi in appello, e che ora, il 15 luglio prossimo, la Cassazione deciderà se confermare o meno. Mala provvisionale non è stata quantificata in 45mila euro, bensì in 780mila (di cui 300mila già versati), da pagare ai parenti dei rapinatori. Quattordici le persone, di tutto il parentado dei banditi, costituitesi parte civile, che in totale hanno chiesto 3 milioni e 277mila euro.

Non solo. Il rapinatore ferito, per mezzo del proprio legale, ha quantificato il danno patito in 225.168,04 euro. Leggendo le carte, l’aggressore «potrà far valere il danno emergente e il lucro cessante», ossia le occasioni di «mancato guadagno, ridotta capacità lavorativa, perdita di occasioni economiche», che detto per chi ha commesso una rapina fa abbastanza sorridere. Oltre al danno morale, perché - si legge sempre sulle carte «nel caso del colpo di arma da fuoco, sono tipicamente risarcibili: paura di morire durante l’evento, ansia per gli esiti e il futuro, vergogna /stigma per le conseguenze fisiche evidenti, eventuale disturbo post - traumatico da stress».

Viene da chiedersi come vengano quantificate le provvisionali. E perché si consenta a chi il danno se l’è cercato- in questo caso, ai rapinatori - di chiedere il risarcimento. Peraltro, le contraddizioni di questo sistema- di vittime vere, aggredite e derubate e addirittura ammazzate, e dei loro parenti, e che hanno incassato pochi spiccioli di risarcimento - non mancano. Un altro caso è quello relativo al delitto di San Leonardo (Venezia). Era il 2007. Giampaolo Granzo, fruttivendolo ambulante, venne incaprettato e ucciso a colpi di spranga da un suo dipendente moldavo, mentre la moglie, Romina Vianello, era all’ottavo mese di gravidanza. «L’anno scorso, dopo 18 anni - dice Romina a Libero - hanno dato 10 mila euro a me e altrettanti per i miei figli. Che tra le spese legali e tutto, ho già finito».

Un’altra storia? Quello di Robertino Zancan, gioielliere veneto, che in questi anni ha subito sette rapine, tra casa e negozio, alcune anche molto cruente, ma di risarcimenti nemmeno l’ombra. «Risarcimenti? Ma di che parliamo? - sbotta - Per una rapina volevano anche versassimo l’Iva da quello che avevamo preso con l’assicurazione. Io per le rapine, oltre alla mia serenità e a quella della mia famiglia, ho buttato via più di un milione e mezzo di euro. Non può più stare in piedi questa storia del risarcimento ai delinquenti». Infine Rosita Solano. Nel 2015 un extracomunitario ha massacrato suo padre, violentato sua madre per poi buttarla giù dal balcone. «Noi - ha detto la settimana scorsa alle telecamere di Fuori dal Coro - non abbiamo mai ricevuto alcun risarcimento».

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