Un volto non nuovo per i titolari della pizzeria Yoghi quello di Andrea Pellati. "L'assassino lo conosciamo benissimo, da ben 25 anni. E non ha mai creato problemi. Non so cosa gli sia scattato in testa: la rabbia, pura rabbia". A dirlo alla Gazzetta di Reggio Emilia, è Antonella Stipa, sorella di Raffaele. È stata lei a cercare di difendere il fratello dalla furia dell’assassino. Pellati, residente del quartiere, spesso veniva aiutato dai pizzaioli e nei loro locali mangiava gratis, senza pagare. È stata Antonella a indicare nell'immediatezza agli investigatori nome e cognome dell'aggressore. Il 43enne, racconta Antonella, soprattutto quando era a corto di soldi mandava "avanti" altri. Cosa accaduta anche lunedì a pranzo, con una amica del 43enne. "Le ho fatto presente - dice la donna ferita, tuttora ricoverata - della promessa del giorno prima e le ho detto 'stavolta ti servo, ma non venire più, ormai hai un debito di 35 euro'. Lei ha risposto che avrebbe saldato quando avrebbe riscosso la pensione, ai primi di luglio".
Poi la sera, intorno alle 21, Pellati si presenta. "Raffaele in quel momento era da solo accanto al forno perché io ero in bagno. Quell'uomo non ha detto nemmeno una parola. È entrato, ha appoggiato lo zaino a terra vicino alla macchinetta del caffè, ha tirato fuori il coltello da cucina che si era portato da casa, ha girato dietro al bancone e ha aggredito mio fratello". A riprendere la follia, le telecamere interne del locale. "Dopo mio fratello, ha accoltellato me, che mi sono messa in mezzo".
"L'aspetto strano è che non c'è stato un grido, una parola, niente. Tanto che c'erano dei clienti, nella saletta a fianco, che non si sono accorti di nulla. Finché io, a terra in una pozza di sangue, ho urlato 'aiuto, aiuto' e a quel punto le persone presenti hanno dato l'allarme al 112". "Mi deve dire il perché, perché lo ha fatto. Per i soldi? Per 35 euro? Non c'era alcun bisogno, avremmo continuato a fargli credito. Chissà cosa gli è passato per la testa. Davvero non me lo spiego".