Ospite a Otto e Mezzo su La7, la sera del 4 giugno, Marco Travaglio attaccò piuttosto duramente la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, minacciando querele per diffamazione contro i magistrati milanesi nel caso in cui non si fossero scusati per aver smentito il caso Minetti, messo in piedi dal Fatto Quotidiano. Ebbene, da quella ospitata da Lilli Gruber è passato più di un mese e di querele nei confronti della procura generale di Milano da parte di Travaglio e del Fatto non c'è traccia. Come spiega il Foglio, il direttore ha ancora due mesi per presentare querela, ma ci sarebbero diversi motivi che lo avrebbero convinto a rinunciare a far causa alle toghe.
Secondo il giornale di Cerasa, Travaglio sarebbe stato frenato dal presentare querela dallo studio legale del quotidiano da lui stesso diretto. Studio legale che attualmente sta gestendo due richieste di risarcimento danni - una in Italia da cinque milioni di euro, l'altra negli Stati Uniti da 250 milioni di dollari - presentate da Minetti e dal compagno Giuseppe Cipriani per le inchieste pubblicate sul quotidiano. Visto, poi, lo "storico" legame tra il Fatto Quotidiano e le toghe, un invito ad abbassare i toni sarebbe arrivato anche da parte di qualche magistrato.
La Procura Generale di Milano aveva confermato il parere positivo alla grazia presidenziale concessa a Nicole Minetti il 3 giugno. In una nota, la Procuratrice Francesca Nanni affermava che dagli "accertamenti" svolti nell'ultimo mese e mezzo, gli scoop giornalistici sul caso di Nicole Minetti "non corrispondono al vero" e "non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito" che ha portato alla "concessione della grazia" all'ex igienista dentale e consigliera regionale della Lombardia.
Nanni, inoltre, sottolineava come siano state "smentite" sia da "dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive" che da quelle "rese ai carabinieri da persone informate sui fatti" le "affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni", rivelazioni "rese originariamente al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice, dapprima con modalità anonime e in seguito con indicazione del proprio nominativo".