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Caso dei "30 secondi" per dire no, l'ex sindacalista di Malpensa condannato ad un anno e due mesi per violenza sessuale

di Redazione venerdì 10 luglio 2026

2' di lettura

La Corte d'Appello di Milano, nel processo d'appello bis, ha condannato a un anno e due mesi Raffaele Meola, ex sindacalista in servizio all'aeroporto di Malpensa, riconosciuto colpevole di violenza sessuale nei confronti di Barbara D'Astolto, l'ex assistente di volo che nel 2018 denunciò di aver subito abusi durante un incontro legato a una vertenza sindacale.

La decisione ribalta i precedenti verdetti di assoluzione pronunciati sia dal Tribunale di Busto Arsizio nel 2022 sia dalla stessa Corte d'Appello. Quelle sentenze avevano suscitato un acceso dibattito perché i giudici avevano ritenuto che la donna disponesse di una "finestra temporale" di circa 20-30 secondi sufficiente per opporsi o allontanarsi dall'aggressione. A cambiare il corso del procedimento è stata la Corte di Cassazione che, nel febbraio 2025, ha annullato con rinvio la doppia assoluzione accogliendo il ricorso del sostituto procuratore generale di Milano Angelo Renna.

Nelle motivazioni, gli ermellini hanno affermato un principio destinato a incidere sulla valutazione di casi analoghi: il ritardo nella reazione della vittima o nella manifestazione del dissenso è irrilevante ai fini della configurazione del reato di violenza sessuale. Secondo la Suprema Corte, infatti, la giurisprudenza è consolidata nel riconoscere che la sorpresa e lo shock provocati dall'abuso possono impedire alla persona offesa di reagire tempestivamente, ponendola nell'impossibilità di difendersi. Si tratta dell'impostazione che il sostituto pg Renna ha riproposto anche nel processo d'appello bis, chiedendo una condanna a due anni di reclusione. Nel corso del nuovo giudizio ha nuovamente testimoniato Barbara D'Astolto, assistita dall'avvocato Gionata Bonuccelli. Secondo la parte civile, nonostante i tentativi della difesa di metterne in discussione l'attendibilità, il suo racconto è rimasto coerente e credibile.

La  seconda sezione penale della Corte d'Appello di Milano, presieduta da Enrico Manzi, ha condannato Meola a un anno e due mesi di reclusione. I giudici hanno inoltre disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di 10 mila euro in favore della donna. L'inchiesta prende origine da un episodio avvenuto nel marzo 2018. Secondo l'accusa, Barbara D'Astolto si era rivolta al sindacalista per ricevere assistenza in una vertenza di lavoro. Durante quell'incontro si sarebbero verificati gli abusi che hanno dato origine al procedimento penale. In una precedente intervista, la stessa D'Astolto aveva raccontato le conseguenze personali e professionali della vicenda, spiegando di essere stata costretta ad abbandonare il lavoro di assistente di volo e di non essere ancora riuscita a lasciarsi alle spalle quanto accaduto

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