Estati intere a imbalsamarci sotto strati di crema, poi arriva lo studio sul “paradosso della crema solare” e viene voglia di andare in letargo fino a Natale. Usare la protezione raddoppia il rischio di un tumore della pelle perché ci si sente al sicuro e invece non lo si è del tutto. Aspetti l’estate tutto l’anno cantava Celentano, ma se per lui il pomeriggio era troppo lungo e azzurro, per noi le giornate sono prove di sopravvivenza e la stagione della libertà è una gimkana tra i doveri. Indossare camicie a maniche lunghe in cotone, nascondersi dietro occhiali da sole come Macron e cappelli stile Melania Trump. Accendere l’aria condizionata richiede una laurea in fisica per calcolare la differenza tra temperatura reale, percepita e desiderata e considerare il tasso di umidità.
Bere come cammelli ma niente bibite gassate e ghiacciate (che nell’arsura sono l’unico oggetto del desiderio), mangiare verdure, meglio crude, e tanta frutta ma non troppo fredda. Verso sera potremmo rilassarci. Ma con il sole calano pure sciami di zanzare, lo spritz profuma di autan. E la chiamano estate.