Caos durante l'ultimo Consiglio comunale di Torino prima della pausa estiva. Il tema della discordia è la richiesta di comunicazioni da parte della minoranza sull'assalto ai cantieri della Tav avvenuto sabato 25 luglio. "Vergogna, vergogna", urlano i consiglieri dell'opposizione, che in mano hanno dei cartelli arancioni con scritto: "Sì Tav, no violenza". Dall'altra parte dell'aula, la maggioranza sventola cartelli bianchi: "No alla violenza e alle strumentalizzazioni. Solidarietà ai feriti".
Qualcuno però rimane seduto senza mostrare alcun cartello. Si tratta dei due consiglieri di Alleanza Verdi e Sinistra, Sara Diena ed Emanuele Busconi. "Alleanza Verdi e Sinistra è rimasto l’unico gruppo a non esprimere alcun messaggio di solidarietà o di condanna della violenza – attacca Pierlucio Firrao, di Torino Bellissima –. Di fronte alla violenza contro le forze dell’ordine, il silenzio è una scelta politica".
La risposta dei due consiglieri di Avs non si fa attendere: "Oggi in conferenza dei capigruppo si era deciso per una dichiarazione unanime della presidente del Consiglio comunale, Maria Grazia Grippo, per condannare le violenze a nome di tutta l’aula, cui due consiglieri si sono opposti. Abbiamo sempre condannato le violenze e lo facciamo anche questa volta". Perché, dunque, la decisione di non alzarsi? Chissà. Intanto, i consiglieri del Movimento 5 Stelle Andrea Russi e Tea Castiglione si sono tenuti fuori dalla bagarre e hanno esposto una bandiera "No Tav".
Sui disrodini in aula, si è espresso il capogruppo del Pd Claudio Cerrato, che ha ribadito la volontà di affidare a Grippo una dichiarazione condivisa e accusa il centrodestra di aver scelto "di bloccare i lavori del Consiglio comunale invece di consentire un passaggio condiviso e rapido su un tema che avrebbe dovuto unire l’intera Assemblea". "Trasformare una vicenda che richiede compattezza istituzionale nell’ennesimo terreno di scontro politico – ha aggiunto – è un errore che non rende un buon servizio né alla città né agli stessi operatori delle forze dell’ordine ai quali si dichiara di voler esprimere solidarietà".