Era in stato vegetativo dal 2017 dopo avere mangiato del formaggio a latte crudo contaminato da escherichia coli. Oggi Mattia Maestri, 13 anni, è morto. Lo ha annunciato il papà, Giovanni Battista, che in tutti questi anni si è battuto per ottenere giustizia processuale rifiutando ogni risarcimento economico. "Il nostro Mattia ci ha lasciato e a nome suo vi ringrazio per aver contribuito a rendere meno dolorosa la sua scomparsa", ha detto il padre che ha anche pubblicato un volume, 'La verità sui pericoli dei formaggi a latte non pastorizzato', recentemente presentato in Senato.
Dal punto di vista giudiziario, il caso si è concluso con una sentenza definitiva della Corte di Cassazione, che ha confermato il nesso di causalità tra il prodotto contaminato e le gravissime lesioni riportate dal bambino.
La Suprema Corte ha così reso irrevocabili le condanne per lesioni colpose nei confronti di due responsabili del caseificio coinvolto nella vicenda, ponendo fine a un lungo iter processuale. La contaminazione del latte ha origine durante la mungitura. L’alimento non pastorizzato o non bollito, e i suoi derivati come i formaggi, possono poi trasmettere l’infezione. Per questo motivo i pediatri raccomandano di non far mangiare ai piccoli tali cibi.