Sono 131 i campioni prelevati nel corso dell'incidente probatorio eseguito ieri nell'abitazione di via Risorgimento a Pietracatella e destinati ai laboratori del Robert Koch-Institut di Berlino. Il dato è stato confermato dalla Procura della Repubblica di Larino e dalla procuratrice Elvira Antonelli.I campioni, acquisiti attraverso un'attività di tamponamento estesa a tutti gli ambienti ispezionati dagli specialisti tedeschi insieme alla Polizia Scientifica italiana e ai funzionari del Bundeskriminalamt (BKA), provengono dall'abitazione in cui vivevano Gianni Di Vita, la moglie Antonella Di Ielsi e le figlie Alice e Sara, dall'appartamento al piano sottostante e dai locali dell'ex granaio adibiti a deposito-magazzino.
Saranno sottoposti ad analisi altamente specialistiche per verificare l'eventuale presenza di tracce della ricina o di altre componenti del Ricinus communis.L'accertamento tecnico irripetibile si è concluso nella tarda serata di ieri, dopo oltre dieci ore di attività all'interno dell'immobile e le successive operazioni di inventariazione e verbalizzazione dei reperti. Poco prima della mezzanotte gli esperti del Robert Koch-Institut e gli investigatori tedeschi hanno lasciato Pietracatella. I 131 campioni sono partiti alla volta della Germania, dove saranno analizzati nei laboratori dell'istituto federale di Berlino. Gli esiti non saranno immediati e richiederanno ulteriori approfondimenti scientifici.
Ma non è tutto, perché nel frattempo gli investigatori stanno cercando di identificare un misterioso utente, denominato Mister X, che, nei mesi precedenti alla tragedia, avrebbe effettuato in inglese ricerche e domande online sulla ricina. La piattaforma utilizzata ha sede in California e per arrivare all'identità di chi si nasconde dietro il nickname sarà necessaria la cooperazione con le autorità statunitensi e il coinvolgimento dell'Fbi.