Bologna come ogni 2 agosto si appresta a ricordare il più grave attentato mai accaduto nella storia repubblicana d’Italia. Era il 1980, erano esattamente le 10.25 quando un ordigno, lasciato nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione ferroviaria felsinea, deflagrava provocando la morte di 85 persone. Quest’anno la ricorrenza si intreccia con la morte del 43enne marocchino Abdulhamid Fakir e così l’Associazione dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna si è posta in posizione di guardia. Il presidente del sodalizio, Paolo Lambertini (che ha succeduto Paolo Bolognesi), è intervenuto. «Domani - oggi, ndr - sarà una giornata molto partecipata, senza difficoltà. Io chiedo, a chi ha idee diverse, di comprendere quali sono i valori di questa giornata e tenerla separata da altre cose. Cose legittime, ma che hanno bisogno di essere distinte. Per non far deragliare l’attenzione, dobbiamo tenerla alta sulla difesa della verità della strage del 2 agosto».
LITURGIA LAICA
La paura, in sostanza, che la manifestazione odierna possa trasformarsi negli scontri tra antifascisti e forze dell’ordine che abbiamo visto il 20 luglio, il giorno successivo la morte di Fakir, nel centro cittadino bolognese. Incidenti che hanno portato a circa 200mila euro di danni e a 12 indagati con l’accusa, a vario titolo, di resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento. E così la liturgia laica della strage deve rimanere intonsa. «È fondamentale che sia una manifestazione capace di unire la città, che si stringerà, ancora una volta, intorno ai familiari delle vittime. Dopo le ultime due sentenze, passate in giudicato, è il momento di difendere la verità giudiziaria, che rappresenta una conquista fondamentale per la nostra democrazia», ha detto Andrea De Maria, deputato locale del Partito democratico. Sulla stessa linea anche il primo cittadino di Bologna, Matteo Lepore. «È importante esserci abbiamo una sentenza, passata in giudicato, che spiega chi sono i mandanti della strage, chi sono gli autori, chi ha depistato e finanziato la strage. Questa sentenza ha 1.700 pagine: nessuno, in Italia, vuole leggerla. Noi l’abbiamo letta. Finché ci sarà Bologna, ci saranno verità e giustizia». Nel mentre è attesa al corteo la “scorta civica” di sindaci in fascia tricolore che accompagnerà proprio Lepore. Inoltre sarà presente uno spezzone della manifestazione guidato da Potere al popolo, coadiuvato da altre realtà militanti, per ricordare «anche gli altri omicidi di Stato e stragi, da Fakir alla Uno bianca».
SOLIDARIETÀ
Il governo? Verrà rappresentato non da un ministro, ma dal sottosegretario all’Interno il leghista Nicola Molteni. Nell’attesa, quindi, di capire se l’esponente dell’esecutivo verrà accolto come 12 mesi fa, ovvero quando il ministro dell’Università, Anna Maria Bernini, alla fine del suo discorso venne duramente contestata da un manifestante. «Ministro non si faccia portavoce del governo. Possiamo credere al suo personale sentimento di vicinanza ai familiari delle vittime, ma non crediamo alla solidarietà del governo».