Potrebbe essere arrivata a un passaggio decisivo l’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara, 16 anni, entrambe decedute a Pietracatella dopo un avvelenamento da ricina.
Nelle ultime settimane gli investigatori hanno intensificato gli interrogatori e gli accertamenti sui rapporti personali della famiglia. Al momento non risultano persone formalmente indagate per il duplice omicidio. Tra gli ultimi passaggi c’è il nuovo interrogatorio di Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara.
L’uomo è stato ascoltato per circa sei ore e, in parte, è stato messo a confronto con una sua amica, un’insegnante di matematica già sentita dagli investigatori. Il confronto sarebbe stato deciso per chiarire alcune presunte divergenze emerse nelle loro precedenti dichiarazioni.
Convocato anche il marito della docente, tecnico di laboratorio in un istituto agrario di Riccia. La sua audizione, prevista nei giorni scorsi, sarebbe stata rinviata. Intanto proseguono gli accertamenti scientifici. Le autopsie hanno confermato che Antonella e Sara sono morte per avvelenamento da ricina, mentre gli investigatori stanno verificando anche computer, telefoni e altri dispositivi sequestrati, oltre alle tracce eventualmente presenti nella casa della famiglia. Resta ancora senza risposta la domanda principale dell’inchiesta: chi ha procurato la ricina e come è arrivata fino alle due vittime? Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni dettaglio, mentre la Procura continua a mantenere il massimo riserbo.