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Gran Sasso, l'escursionista scalzo e in costume: la follia ad alta quota

domenica 23 agosto 2026
Gran Sasso, l'escursionista scalzo e in costume: la follia ad alta quota

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In alta montagna come se fosse una spiaggia. Un escursionista immortalato scalzo e in costume da bagno lungo la Direttissima del Corno Grande (2.912 metri) riaccende il tema della sicurezza sui sentieri del Gran Sasso. Le fotografie, circolate rapidamente sul web e diventate virali, hanno spinto il Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico (Cnsas) Abruzzo a diffondere un appello alla prudenza rivolto a tutti gli appassionati della montagna. Affrontare salite impegnative in quelle condizioni potrebbe risultare letale, per se e per gli altri appassionati di montagna. 

Il Cnsas conferma che le immagini sono autentiche e richiama l'attenzione sull'elevata frequentazione dei percorsi in questo periodo dell'anno. "La Direttissima non è un semplice sentiero escursionistico - sottolineano i soccorritori - ma un itinerario con tratti esposti e passaggi tecnici che richiedono preparazione, esperienza e un equipaggiamento adeguato".

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L'invito per questo motivo è quello di valutare con attenzione le proprie capacità, le condizioni dell'itinerario e l'attrezzatura necessaria prima della partenza, evitando di sottovalutare le difficoltà dell'alta montagna. Il richiamo arriva dopo un'estate caratterizzata da numerosi interventi di soccorso sul massiccio del Gran Sasso, a conferma di quanto comportamenti imprudenti possano trasformare un'escursione in un'emergenza. 

Poche ore dopo, la stazione di Trieste del Soccorso alpino assieme ai vigili del fuoco è intervenuta diverse centinaia di chilometri più a nord, in Val Rosandra, a San Dorligo della Valle, nel Triestino, con tre tecnici, attivata da Sores, dopo chiamata arrivata al Nue112 da parte di un gruppo di sei persone, di circa trent'anni, fra cui una donna con un attacco di panico. Il gruppo era composto da persone di nazionalità iraniana ed erano scesi alla cascata. Durante la risalita, tra il ghiaione e salti rocciosi, la ragazza si è bloccata. Anche uno dei compagni che ha cercato di aiutarla alla fine si è bloccato. I soccorritori sono scesi sul ghiaione con le corde e hanno assicurato e accompagnato in tutto tre persone fuori dal punto in cui si trovavano. Si sono poi portati a Bottazzo e infine al casello Modugno, dove i recuperati sono stati visitati dall'ambulanza. Dopo la visita, i soccorritori li hanno accompagnati a Bagnoli della Rosandra per poi ritornare a prestare assistenza a una gara podistica in corso, la 'Sardon Run'.