L'allarme lo lancia il colonnello Mario Giuliacci. Una conseguenza del meteo e delle elevatissime temperature di questa estate: il mare è troppo caldo, un'anomalia che può generare pesanti conseguenze.
A fotografare la situazione sono le ultime rilevazioni del Consorzio LaMMA-CNR, aggiornate alla fine di agosto 2026. Il Mediterraneo mantiene infatti temperature fuori dalla norma anche sotto la superficie, con il calore che si estende fino a diverse decine di metri di profondità.
I dati relativi a luglio sono particolarmente significativi. Il mese è risultato il luglio più caldo nel Mediterraneo dall'inizio della serie storica, nel 1993, con una temperatura superficiale media prossima ai 27°C. Ben il 79% del bacino ha inoltre registrato almeno una giornata di ondata di calore marina forte o superiore.
Tra le zone maggiormente colpite dall'anomalia il tratto di mare davanti alla Toscana: qui la temperatura media ha toccato i 27,7°C, ben 3,9°C oltre la media del periodo 1991-2020. È il valore più alto rilevato negli ultimi 45 anni in quell'area.
Ed è proprio il calore accumulato dall'acqua a rappresentare un fattore inquietante. Quando aria più fredda irrompe su un Mediterraneo tanto caldo, il forte contrasto termico può favorire maggiore instabilità atmosferica e mettere a disposizione dei sistemi perturbati una quantità più elevata di energia.
Non significa, naturalmente, che ogni perturbazione sia destinata a trasformarsi in un fenomeno estremo. Ma, secondo le analisi di Giuliacci, il surplus termico del mare costituisce una variabile importante nell'evoluzione del tempo delle prossime settimane.
Il problema è soprattutto la persistenza. L'arrivo di settembre non cancella rapidamente il calore accumulato durante l'estate: la superficie può raffreddarsi, ma la massa d'acqua conserva energia per tempi decisamente più lunghi. Per questo il Mediterraneo resterà sotto osservazione anche con il cambio di stagione.