Il caso del bengalese che ha abusato di una 13enne ed è stato subito liberato, solo due giorni di carcere, continua a far discutere. Anche perché ora si apprende che il questore di Torino, Massimo Gambino, lo ritiene "pericoloso socialmente". Ma nonostante questo lo ha liberato con obbligo di firma in seguito a un avviso orale nei suoi confronti. L'abuso era avvenuto all'interno del minimarket del bengalese, dove la ragazzina si trovava per comprare alcune bibite per la famiglia.
Nel provvedimento firmato dal questore emergono gli elementi alla base della valutazione sulla pericolosità dell'uomo. Non soltanto l'episodio denunciato dalla tredicenne: secondo quanto riportato nell'atto, nella stessa giornata si sarebbe verificato un secondo episodio, sempre all'interno del negozio, ai danni di una donna.
Per Gambino, le condotte contestate "evidenzino una concreta propensione alla commissione di fatti lesivi dell'integrità e della libertà sessuale altrui, minando, inoltre, la sicurezza e la tranquillità pubblica e creando turbamento e un diffuso allarme sociale". L'avviso orale rappresenta un richiamo formale al rispetto della legge e costituisce un ulteriore provvedimento adottato nei confronti dell'indagato, che resta però sottoposto alla sola misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Intanto prosegue lo scontro politico sulla decisione dell'autorità giudiziaria e sulla brevità della permanenza in carcere. A intervenire è Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, che chiede di acquisire il servizio di Quarta Repubblica nel quale l'uomo avrebbe fornito una versione diversa rispetto a quella inizialmente riferita, oltre ad aver aggiunto di non aver fatto nulla di male. Insomma, praole sconcertanti.
"La magistratura acquisisca il servizio della trasmissione Quarta Repubblica, in cui si registra un cambio di versione del soggetto che, in un minimarket di Torino, avrebbe fatto violenza a ben due donne, di cui una bambina - scrive in una nota il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Augusta Montaruli - Nell’ordinanza di convalida della misura cautelare si leggeva come l’indagato si dichiarasse pentito. Nel servizio mandato in onda, a pochi giorni di distanza, lo stesso soggetto afferma di non aver fatto nulla di male. Toccare il seno di una tredicenne, una bambina, significa compiere un atto di violenza. È sconcertante come, nel dibattito di questi giorni, si stia tentando di sminuire l’accaduto solo per dar contro il Governo e, in tal modo, facendo un gran favore ai pedofili, arrecando un danno a ogni bambina e a ogni donna”.