Sarebbe stata Valentina Pambianco a sparare al marito Luca Abbasciano e alla figlia disabile di 5 anni, prima di rivolgere l'arma contro se stessa e spararsi. È questa la principale ipotesi, secondo quanto fatto trapelare da LaPresse, emersa dai primi accertamenti sul duplice omicidio-suicidio avvenuto il 31 agosto in un appartamento di via dell'Antracite, a Pietralata. In ogni caso la Procura di Roma ha disposto una perizia chimico-balistica che chiarirà ogni dubbio.
Sempre secondo le informazioni circolate, quando investigatori e pubblico ministero sono entrati nell'abitazione hanno trovato una scena raccapricciante. Il corpo di Abbasciano era riverso sul pavimento, vicino alla parete, mentre la moglie giaceva sul letto, uccisa da un colpo di pistola in bocca. Accanto a lei c'era la figlia, e tra le gambe del marito il cane di famiglia. L'arma era a terra tra i due corpi. Le tracce di sangue hanno inoltre rivelato che l'animale, ferito, ha vagato per l'appartamento prima di accasciarsi in camera da letto. Durante i rilievi sono stati trovati anche due proiettili esplosi a vuoto.
Intanto emergono i contorni della disperata ricerca di una cura per la piccola Bianca, affetta da una grave disabilità. La famiglia avrebbe effettuato diversi viaggi in Messico per sottoporre la bambina a un trattamento basato sull'impiego di radiofrequenze e campi elettromagnetici. "Non si tratta di una terapia, ma di una delle tantissime false cure che si trovano in giro per il mondo", dice a LaSalute di LaPresse Salvo Di Grazia, specialista in Ginecologia e divulgatore scientifico, fondatore del sito MedBunker. La clinica messicana, spiega, propone un macchinario utilizzato per trattare patologie molto diverse tra loro, dai tumori alle malattie neurologiche. Il Messico, aggiunge Di Grazia, è da tempo una delle rotte dei cosiddetti viaggi della speranza impossibili, dove centri di medicina alternativa offrono trattamenti costosi a persone e famiglie disposte a tutto pur di trovare una possibilità di cura.