A La Valletta in Brianza, in provincia di Lecco, vincita record da 223 milioni di euro al Superenalotto. Libero ha chiesto a tre suoi giornalisti cosa farebbero con quella somma in tasca. Ecco la risposta di Alessandro Gonzato.
Prima di tutto un Suv, massiccio e potente, per cavalcare le voragini di Milano e sgasare davanti ai manifestanti eco-svalvolati che bloccano il traffico. Vroom, vroom, soprattutto in area C, trappola spillasoldi disseminata di telecamere, ma adesso che ho 180 milioni in saccoccia qualche sfizio me lo tolgo. Certo, stando sempre attento al futuro. Dunque mi premuro di chiedere a Giuseppe Conte, qualora dovesse ricapitare la disgrazia, la sicurezza del reddito di cittadinanza: ne hanno beneficiato i mafiosi e io sono pulito. E poi uno non valeva uno?
Poi compro un castello – una cosa modesta, eh – appena ristrutturato coi soldi del superbonus sempre dei 5Stelle: voragini a Milano ma anche nei conti pubblici, di cui però adesso posso fregarmene. Champagne, a fiumi, non per brindare a un incontro ma all’abolizione della mia povertà.
Visto che ho sbancato al Superenalotto peraltro senza averci mai giocato (il Pd ha governato senza essere mai passato dalle elezioni) mi fiondo a comprare abiti, cravatte, scarpe, cappelli, anche penne stilografiche e orologi, da taschino però, per evitare che uno di seconda o terza degenerazione – al quarto scippo di giornata («Ciao giudice, bella bro’, a domani») – provi a mozzarmi il polso. È questo che mi preme di più: non di salvare il polso, oddio pure questo, ma di godere del diritto all’eleganza. Lo ha reclamato l’onorevole Soumahoro per la moglie finita nei pasticci per la storia dei migranti, e io che finora ho dovuto far quadrare i conti non posso sfoggiare un paio di stivali di gomma griffati? Vado in vacanza, sì, ma col volo privato primo perché costa meno dei low cost e anche se sono ricco non mi va di buttarli; poi perché dopo due giorni mi annoio a morte e voglio tornare.
Non so quanti monopattini si possano comprare con un milione, ma ne acquisterei il più possibile per toglierli dal mercato e, lo confesso, li getterei nel cassonetto, ovviamente stando attento a differenziare: manubrio da una parte, ruote dall’altra. La segretaria Elly ha detto che per risolvere il problema del caldo provocato dalle destre bisogna fare come a Medellín – dove il sindaco è di centrodestra – e piantare un sacco di alberi: ecco, ordinerei migliaia di alte palme da cera dalla Colombia e le regalerei ai sindaci delle nostre grige e bollenti grandi città, i quali sono quasi tutti di sinistra.
Tra qualche anno vorrei dire, come George Best, di aver speso gran parte dei miei soldi in alcol, donne e macchine veloci, e che il resto l’ho sperperato. Ma la patrimoniale di Fratoianni incombe – Dio e qualsiasi altra divinità non vogliano – quindi meglio limitarsi a una Tesla.