Un ultimo colpo di scena nel caso del delitto di Garlasco, sempre più misterioso e indefinibile. Al centro della nuova pista c'è la morte di Giovanni Ferri, pensionato di 88 anni trovato senza vita il 22 novembre 2010 in un anfratto di via Mulino, trovato con la gola tagliata e i polsi recisi. Un caso archiviato all'epoca come suicidio, ma mai considerato né accettato come tale dalla moglie.
Secondo quanto rivelato da Mattino Cinque, il procuratore capo di Pavia Fabio Napoleone starebbe per chiedere la riapertura del fascicolo. Una possibile svolta arrivata dopo l'intervento dell'avvocato Fabrizio Gallo, che ha scelto di occuparsi della vicenda pro bono e ha incontrato il magistrato. "È davvero una notizia clamorosa, una svolta a cui si arriva dopo una estate infuocata", ha spiegato l'inviato della trasmissione condotta su Canale 5 da Federica Panicucci.
Alla base della richiesta ci sarebbe anche una circostanza relativa agli atti dell'inchiesta: "Ha chiesto la ricostituzione del fascicolo. Abbiamo il documento, e dice il fascicolo relativo al procedimento 'innanzi menzionato non è stato rinvenuto presso l'archivio'", ha spigato la Panicucci. La moglie di Ferri, intanto, ribadisce i suoi dubbi sull'ipotesi del suicidio: "Se voleva suicidarsi aveva altri modi. Non poteva fare quello che mi hanno detto".