Spunta la scritta Opera Balilla durante un restauro a Viterbo e la sinistra impazzisce. L’iscrizione, dedicata all’Opera Nazionale Balilla, è tornata visibile durante il restauro del liceo classico Mariano Buratti, ed è ormai diventata un caso cittadino. La prossima protesta è prevista oggi con un presidio davanti alla Provincia, mentre il Consiglio provinciale discuterà una mozione sulla vicenda.
Tutto nasce dal fatto che il palazzo di via Tommaso Carletti fu costruito durante il Ventennio e ospitò strutture dell’Opera Nazionale Balilla e poi della Gioventù italiana del Littorio. Dal 1964, invece, il liceo è intitolato a Mariano Buratti, insegnante e partigiano nonché Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, arrestato dai nazisti, torturato a via Tasso e fucilato a Forte Bravetta il 31 gennaio 1944. Ora, durante i lavori finanziati con fondi Pnrr sono riemerse le vecchie iscrizioni, che nel frattempo sarebbero già state detonalizzate, schiarite. A quanto pare però non basta.
La protesta è cominciata già quest'estate, quando Paolo Bianchini, nipote di Buratti, si è incatenato al cancello chiedendo la cancellazione della scritta. A lui poi si sono uniti associazioni, partiti, sindacati con tanto di interrogazioni parlamentari, come quella presentata al ministro della Cultura da alcuni senatori del Pd. Dunque, da una parte c'è l'Arci che chiede la cancellazione completa della scritta, sostenendo che mantenere l’iscrizione sia contrario ai principi antifascisti della Costituzione; dall'altra c'è la Soprintendenza, che invece richiama i criteri di conservazione dei beni culturali e il valore documentario delle stratificazioni storiche dell’edificio.